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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 14 Marzo 2018 02:14


Se il problema sono francesi e tedeschi allora dateci tanti problemi per favore!

La ricreazione è finita, ora pensiamo alle cose serie.
Mentre in Italia si strepitava in versione antifa o noeuro e ci si avviava allo stallo governativo che  verrà affrontato con la cialtroneria di sempre, gli altri facevano cose serie.
Gli Usa sfidavano il resto del mondo e la Cina faceva lo stesso. La Russia per non perdere troppo terreno si rifugiava nel deterrente nucleare come ai tempi della falce e martello. L'Europa non stava a guardare, almeno nelle sue punte di diamante. I tedeschi che non sono buffoni come lo siamo diventati noi, con un governo che s'immaginava pro tempore sono riusciti a fare passi da gigante  durante i sei mesi abbondanti di mancanza di una maggioranza parlamentare.

Patto francotedesco ed Eurafrica
Andiamo a vedere cos'è successo e cos'hanno combinato francesi e tedeschi, cogliendo la sfida cinese e americana. Francesi e tedeschi che secondo la retorica reazionaria che si è impadronita dell'estrema destra, sarebbero a noi ostili.... Se non ci fosse da piangere sghignazzerei.
In primo luogo i due Paesi hanno rinnovato con ostentazione la loro intesa costruttiva (che risale al Trattato dell'Eliseo nel 1963): si tratta di un patto franco-tedesco per l'edificazione dell'Europa assertiva.
In questo quadro Macron ha lanciato l'idea dell'Eurafrique che prende il posto della Franceafrique. Non è un dettaglio perché supera il sentimento gradasso transalpino e prospetta una cooperazione industriale, commerciale e militare nel Continente Nero volta a tamponare al tempo stesso l'avanzata cinese e i flussi migratori. In questa stessa ottica Macron ci ha costretti a cambiare politica riguardo l'accoglienza di massa e ci ha aperto la strada in Niger.
L'asse francotedesco vuole europeizzare le proprie direttrici d'influenza.

Sigmar Gabriel che non è rossobruno
Il governo tedesco di transizione ha definito un'agenda di lavoro assai chiara.
Rafforzamento della Pesco, una politica migratoria comune, una strategia europea in Africa, un rafforzamento finanziario della Ue con attenzione speciale a riforme strutturali nell'eurozona per un piano d'investimenti con un maggior esborso tedesco nella Ue.
Sigmar Gabriel, il ministro degli esteri uscente, per il quale “la Germania necessita di una politica più strategica”, ha messo l'accento sulla necessità di una nuova politica estera effettiva per l'Europa. “Dobbiamo renderci conto – ha detto il socialdemocratico – che in questo mondo o saremo noi a plasmare o sarà il resto del mondo a plasmare noi”. “Ma l'Europa non potrà plasmare se non avrà definito chiaramente i suoi interessi”.
Sempre Gabriel: “L'Europa è vista da Washington come un concorrente, a volte come un avversario. Anche dopo Trump le nostre relazioni non saranno più le stesse”.
“Il flusso delle influenze strategiche è destinato a dirigersi verso chi mostra capacità d'azione, in Medio Oriente verso la Russia e in Africa verso la Cina”.
“La nuova Via della Seta è un'idea geostrategica con la quale la Cina rafforza il proprio concetto di ordine: è politica commerciale, territoriale, geopolitica e militare”.
“Ciò comporta che l'Europa debba assumersi più rischi e che rifletta sulla questione dove 'improvvisamente' o 'in modo permanente' può trovarsi in conflitto con l'America”.
Gabriel chiede anche l'abbandono delle sanzioni nei confronti della Russia, la conferma dell'accordo nucleare con l'Iran e denuncia infine come una provocazione l'idea di fare di Gerusalemme la capitale d'Israele.

Gli industriali tedeschi, l'Africa e l'immigrazione
A proposito d'immigrazione, di denatalità e di demografia, visto che molte offerte di lavoro vanno deserte per mancanza di preparazione, la Confindustria tedesca (BDA) ha formulato una proposta in tre punti che sottintende la riduzione dei flussi come li abbiamo vissuti finora.
Essa propone a) investimenti per la formazione del personale b) incentivi per la natalità e per le madri che lavorano c) ingressi di mano d'opera selezionata a monte e blocco per le ondate che, evidentemente, s'immaginano di far venire meno con la politica degli investimenti in Africa, che avrebbe anche grossi ritorni economici.
Intanto francesi e tedeschi, malgrado alcune differenze d'impostazione, hanno proceduto sulla linea che dovrebbe portare alla stabilizzazione dell'area Euro e lavorano sui sistemi di garanzia dei depositi bancari. Contano di dare un segnale nella direzione dell'assertività già dalla prossima Commissione del 23 marzo.
Hanno deciso di raccogliere il guanto della sfida americana e di quelle cinese.

Amici e nemici
Intanto da noi si disquisisce su quale guitto andrà ad arringare le folle offrendo promesse vane e illusioni assistenzialiste. Colta la differenza?
E questi popoli che hanno raccolto la sfida anche per noi oggi sono visti in parte dell'area come ostili...
Nemici? Come dice quel proverbio? “Dagli amici mi guardi Iddio che ai nemici ci penso io”.
Sono gli amici il nostro problema.



 

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