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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 17 Maggio 2018 09:49


Cantiere bipopulista a un passo: che dobbiamo pensare?

 

A quanto sembra il governo s’ha da fare e sarà un governo di compromessi.
L'Italia è terra di guitti spudorati; normale che la sua Grosse Koalition non potesse essere composta di liberali e socialdemocratici come nei Paesi normali ma di due espressioni teatrali. Insomma una Kleine Koalition in salsa al pomodoro: Lega e Cinque Stelle.
Quest'intesa tra due populismi contrapposti che fino a ieri non hanno perso occasione d’insultarsi risulterebbe patetica e grottesca in qualsiasi Paese del mondo, da noi si digerisce senza bisogno di un gastroprotettore.

La Buona notizia

Cosa vorrà e potrà fare questa chiassosa Piccola Coalizione che sembra sul punto di essere inaugurata?
Dove condurrà questo nuovo corso che si dice eretico del Sistema?
Se ci affidiamo a quanto emerge dalla bozza finale possiamo azzardare qualche previsione.
Innanzitutto la buona notizia: accantonate definitivamente le corbellerie da venditori di elisir alle fiere di paese: nessuna Italexit e no Euro, neanche come referendum consultivo. Questo è un bene perché ci risparmia di assistere a un naufragio alla Marine di Francia per fare finalmente sparire dal panorama politico queste corbellerie da pretenziosi adolescenti viziati e impreparati.

Propositi da contratto

Ci sono altre buone notizie all’orizzonte di quanto emerge dal contratto?
Tanti buoni propositi, e costosi assai, ma non chiarissimi e spesso confusi.
Non è chiaro il Reddito di cittadinanza, almeno non ora; pare che prima progettino di finanziare i Centri dell'impiego, i quali però non è che siano soltanto carenti di mezzi: sono totalmente disorganizzati, scollegati e impostati con la solita passività del settore pubblico.
A questo provvedimento si aggiunge la Pensione di cittadinanza, che è un modo aulico di nominare qualcosa già promessa da Berlusconi; sul realizzabile si vedrà.
Abrogare la legge Fornero? Chissà, al momento si parla di superarla.
Flat tax? Forse un abbozzo a più velocità, vedremo nei dettagli.
Abbassare le tasse? Solo se verranno rispettati gli accordi di spesa e i vincoli internazionali ha affermato Mattarella, i due leaders prendono tempo per pronunciarsi, come pure su eventuali proposte di revisioni di trattati. L’impressione è che cerchino di salvarsi in corner.
Immigrazione? Non sappiamo come si possano conciliare le posizioni di Salvini che vuole sbarchi zero e ruspe con quelle di Fico che reclama lo Ius Soli. Troveranno un compromesso? Ma quale?
La Lega non può permettersi di non dare un segnale in tal senso ma c'è una cartina di tornasole del cambiamento leghista o della sua resa: la Marina dovrebbe smettere di fare da traghettatrice di migranti e difendere i confini, respingendoli. I Cinque Stelle glielo permetteranno? E il Quirinale? E i centri di potere?
Per il momento si parla di più rigore nei controlli delle Moschee.
Per il programma di minima della strana coppia, secondo i calcoli, si devono trovare non meno di 100 miliardi, forse 200, da recuperare in buona misura sulle facilitazioni assistenziali. Ma poiché ne verranno erogate altre è difficile stabilire se potrà partire.

Il nodo mai reciso

Il vero nodo in Italia non sono le imposizioni di Bruxelles quanto la nostra costante diserzione da ogni tavolo di decisione e il nostro continuo rimandare per affrontare la realtà per mancanza di coraggio e di potere. Più che i vincoli internazionali ci strangola un sistema di vita da Proci a Itaca, inaugurato come minimo dal varo delle Regioni (1970) e aggravatosi dopo Mani Pulite. Per non dover ricorrere alla Trojka o comunque a un governo rigorista, ci dovremo sbrigare a colpire la spesa passiva del clientelismo e del parassitismo scatenando una vera e propria guerra che i Cinque Stelle neanche si sognano di combattere, tutt'altro; in quanto alla Lega francamente non può.
Ci si limita, al momento, a prospettare il taglio delle pensioni d’oro, il che sarebbe comunque un inizio.
Ma come continuare? Quale accordo può tenere nel tempo tra chi - la Lega - esprime il, produttivismo del Nord e chi - i Cinque Stelle - il parassitismo centromeridionale? Quando si tratta di andare a scavare è difficile che non s’incrocino le braccia.

Inquietante

Ci sono in effetti dei segnali inquietanti. Il primo è la nascita di un organismo definito Comitato di Conciliazione che dovrebbe affiancare il Governo e controllarlo, così come dovrebbe controllare le parti. Una logica da emergenza giacobina che fa emergere sinistri ricordi. Se le due forze « populiste » si fondono tra loro in un unico corpo e in un solo spirito è un conto ma se, com’è logico attendersi, saranno in contrasto e in concorrenza, quest’organismo rischia di rivelarsi esiziale.
Qui un ultimo appunto: al momento si parla di premier 5 Stelle, se Salvini accetta dopo quello che aveva affermato tre giorni fa, probabilmente commetterà un errore clamoroso.

Massoneria

L’impressione generale è che si stia accumulando materia grezza per lavorare in una posizione di stallo; per questo emergono anche uscite demagogiche quali la pretesa di rifiutare ministri massoni. Lodevole anche se, forse, incostituzionale. Lodevole ma irrisorio. Non c’è solo la Massoneria tra le forze che determinano i rapporti di forza, ma, soprattutto, non ha alcun bisogno di utilizzare uomini iscritti alle Logge per fare come le pare; senza contare che esistono Logge segrete e quindi ci potremo trovare anche con Supermassoni che se la rideranno di questo veto del quale avranno magari approfittato. Francamente sembra solo propaganda.

Positivo e/o negativo

Se la materia è grezza e coloro che la devono lavorare non sono davvero compatibili tra loro si dovrebbe concludere che questo governo bipopulista sarà un disastro. Non è detto, proprio perché la materia è grezza e va lavorata; l’importante è non affidarsi con un entusiasmo davvero incomprensibile alla « svolta populista ». Di positivo essa ha una cosa: abbandonare i temi cialtroni e grotteschi a cui ci avevano abituati, e, normalizzando così una spinta che, al netto delle baggianate di cui si è riempita la bocca fino ad oggi, capta un certo malcontento che richiama al buon senso.
Potranno allora migliorare le cose? Presto per dirlo, dobbiamo vedere all’opera gli attori e comprendere i rapporti di forza tra di loro e i rispettivi legami con le centrali che contano. A meno di voler credere per forza nello strapotere della democrazia ufficiale. Ma siamo troppo grandi per questo.
Di sicuro c’è un aspetto negativo che si spera si riesca a scongiurare: con il moralismo da scalmanati che è tipico dei pentastellati ma che si ritrova anche in Lega, questo governo potrebbe continuare l’azione di Mani Pulite che sappiamo bene a cosa conduce: abbassare il livello di competenza della classe politica senza colpire di fatto la corruzione.
E se la ridono a New York.

Insomma il cantiere è aperto.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Maggio 2018 10:02
 

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