Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Settembre 2020  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
282930    

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Fumo di Londra PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Lunedì 03 Febbraio 2020 01:38


Del neofascismo invertito, affascinato da Londra e ossessionatamente contro l'Europa

L'Italia soffre di provincialismo e di complessi d'inferiorità, in particolare nei riguardi degli inglesi. Un sentimento che in passato ha animato a lungo i parvenus e gli invidiosi sociali (le aristocrazie, comunque esterofile, erano invece francofone e filotedesche).
Gli inglesi la nostra ammirazione beota se la sono comunque meritata.
Sono sempre stati coraggiosi e tenaci. Le loro élites hanno saputo riunire il cinismo, la slealtà, la pirateria, il disprezzo nei confronti di tutti gli altri, una tendenza spiccata alle perversioni (anche nella tortura) con la flemma, il distacco, l'introversione, la sopportazione silente e, soprattutto, l'ironia. Vincono spesso e, soprattutto, sanno perdere. Senza frignare o cercare l'altrui commiserazione, come invece facciamo noi.

Gli inglesi contro di noi
Ciò non è sufficiente a nascondere tutto quanto il resto. Che recita così: gli inglesi sono i fondatori della Massoneria moderna e del Mondialismo, sono nemici del Nomos della Terra, quindi storicamente attivi contro ogni Europa, ma anche i gendarmi del Mediterraneo, impegnati a smembrarci e a dominarci. I nostri disastri ci vengono da loro fin dal '43; ma più recentemente i rovesci economici e le nostre sottomissioni dipendono tutte da uomini di obbedienza britannica. Andreatta privatizzò la Banca d'Italia; le nostre svendite vennero decise sul panfilo reale “Britannia”; la nostra entrata nell'Euro, con cambio volutamente sbagliato, è stata decisa da uomini della London School of Economics. E poi ci tocca leggere gli imbecilli che accusano la Germania!
I britannici sono anche i primi portatori di caos nel mondo. Sia storicamente (le intelligences teosofiche e terroristiche le hanno create loro) sia gerarchicamente. È dalla City che nasce e viene armato in gran parte l'Isis, così come i fondamentalisti di Hamas (con beneplacito israeliano). Da lì provengono i Fratelli Musulmani. E ancora lì si diede inizio alla strategia della tensione in Italia, da cui nel prosieguo mai fu assente il cosiddetto “Cenacolo degli Apostoli”.

Cosa nasconde la maschera della loro aristocrazia
Oggi ci si viene a dire che essi si sarebbero “liberati” con orgoglio dalla Ue. Ma è una mistificazione.
L'immagine dell'aristocrazia britannica – che è profondamente classista e razzista nel senso comune del termine – copre una realtà formata in concreto da una società multietnica che rappresenta la sostanza dell'attuale Regno Unito. L'Ukip di Farage è il partito dei pachistani e reclama l'immigrazione afroasiatica per rimpiazzare quella europea. La dittatura lgbt in Inghilterra è la più accanita, la più avanzata e la più radicata al mondo.
L'uscita dalla Ue (da cui l'Inghilterra aveva praticamente sempre preso soltanto senza restituire niente) è stata dettata da due imperativi. Il primo: non firmare le regole di trasparenza bancaria, in modo di conservare libertà d'usura e di traffici (ivi compresi i meccanismi tramite i quali i contribuenti, ignari, finanziano il terrorismo islamista). Il secondo: scegliere la fratellanza Wasp (la cosiddetta anglosfera) anche a discapito dei propri interessi, pur di continuare le dinamiche della seconda guerra mondiale che, gira che ti rigira, sono tuttora dominanti.

Grandi nell'immaginario e primitivi nel vivere insieme
Gli inglesi sono maestri di software. Quando si trovavano sotto un treno per gli effetti disastrosi della guerra mondiale con il crollo del loro impero causato da quell'ubriacone indebitato di Churchill, puntarono tutto sull'influenza. Di loggia, ovviamente, ma non solo. Mentre erano in bancarotta e si dovettero vendere perfino Stay Behind, colonizzarono l'immaginario europeo con i Beatles, la minigonna, la mini minor, James Bond, Mary Poppins e Carnaby Street.
Li salvò dal disastro solo l'entrata nel Mercato Comune Europeo (dopo che si erano liberati di De Gaulle) e poi vi contribuì la scoperta del petrolio sui fondali del Mare del Nord.
Ma Londra è rimasta la Capitale del Terzo Mondo. La società inglese è classista quanto altre mai. Ed è anche primitiva. Le infrastrutture sono fatiscenti, i fili elettrici escono dalle case e penzolano all'aperto, le condizioni di sicurezza minimali per un paese civile lì sono ignorate. Ancora oggi è più probabile trovare bagni con i rubinetti dell'acqua calda e quelli dell'acqua fredda separati tra loro. L'evoluzione sociale è qualcosa che non li tocca. Né lo fa la solidarietà umana più elementare. All'indomani della decisiva vittoria di Waterloo quelli che erano superstiti storpi o mutilati, inatti al lavoro, non vennero soccorsi e furono ridotti a mendicare nel centro di Londra. La soluzione arrivò subito: venne vietato mendicare al centro della città!
Così come non li toccò nel loro impero che di loro conserva una memoria aspra, a differenza di quanto accadde con noi. Emblematico quello che avvenne nell'andirivieni bellico a Tobruk: gli inglesi lavoravano agli aerei negli hangar regolarmente al chiuso affinché gli indigeni non guardassero, noi li tenevamo aperti e li formavamo.

Sovranismo e inversione
Ciò detto, è lecito ammirarli per le qualità virili che ho elencato in apertura.
Ma questo non consente di sbagliarsi su tutto il resto. Specie da parte di quelli che oggi – così almeno sostengono loro – dovrebbero avere qualcosa a che fare con un passato fascista e neofascista. Ma chi tifa inglese contro l'Europa non ha davvero più nulla in comune con quella tradizione. Sarà qualcos'altro: o un postfascista invertito o un parvenu che adora il suo padrone straniero. Il quale, ai suoi occhi, sarebbe bravo perché contro l'Europa. Rigorosamente secondo il discorso “sovranista” coniato ormai da qualche anno proprio nelle logge inglesi e traslato nella destra populista da parte dei clan liberali gay, complice la sempre geniale Marine, quella che ha stravolto in toto la creatura del padre per trasformarla nel nulla cosmico.

Tra l'aberrante e il grottesco
Siamo davvero nel culmine dell'età buia quando, spiegava Evola, niente significa più niente e tutto vale tutto, alla rinfusa.
Solo così si spiega come qualcuno possa pretendere di esprimere la continuità di una cultura politica e storica prendendo le posizioni opposte, al seguito del nemico storico dichiarato!
Così e con un mix di ignoranza, presupponenza e disorientamento.
Se uno che sostiene di venire da un passato di cui, evidentemente, ha solo qualche vaga idea confusa, si rivela anglofilo e ritiene che l'Europa unita sia il nostro nemico, il suo problema è davvero grosso. È come se dei sedicenti eredi dei garibaldini dopo il 1861 si fossero detti anti-italiani e fans del ducato di Modena. O se dei pretesi patrioti del secolo XX avessero esultato appresso a Salvatore Giuliano quando voleva la Sicilia indipendente e strettamente legata agli Usa.
Così stanno le cose e nemmeno se ne avvedono: altro che 1984!
Benvenuti insomma nel nulla cosmico e nel tradimento continuo ma, in fondo, irrilevante quanto lo siamo oggi noi, stranamente così numerosi e così ordinariamente insulsi.

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.