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Dopo l'Europa PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 03 Aprile 2020 11:24


Facciamo finta e vediamo cosa succederebbe

Facciamo un giochino.
Ultimamente va di moda l'ipotesi che salti l'Unione Europea, un'eventualità che per alcuni poveri di spirito e di prospettive è diventata un'ossessione paranoide. Ipotizziamo allora che ciò accada e vediamo quali sarebbero le conseguenze logiche di tale implosione.
Un'implosione che – è bene ribadirlo – è ben poco probabile e può diventare reale solo se, afferrati dalle contese internazionali, tutti noi europei ci dimostreremo inconsistenti.

Germania e Russia
La prima conseguenza logica è che la Germania e i suoi parecchi satelliti del nord e della Mitteleuropa, si rivolgerebbero ad est, non solo nel Lebensraum (oggi capitalista) ma ancor più verso l'Asia e quindi, conseguenza infelice per Washington, l'intesa con Mosca diventerebbe solida e costante. Nascerebbe insomma un terzo player, solo che da questo player sarebbero esclusi i paesi del sud, tra cui noi.

Francia
La seconda conseguenza logica è che la Francia, perdendo il suo ruolo di diarca in Europa, dovrebbe  trincerarsi nel neocoloniale, con aumento dell'immigrazione africana (come accadrà nell'Inghilterra della Brexit) e gestirebbe esclusivamente in proprio le sue influenze diplomatiche, economiche e militari. Il che renderebbe nuclearmente meno forte il player di cui sopra, distanziandolo soprattutto dall'Africa e dal controllo delle materie prime necessarie per le sfide globali a Usa e Cina sulle nuove tecnologie.

Sud
I paesi del sud (noi, la Spagna e la Grecia) resterebbero ostaggi dei francesi sul Mediterraneo e siccome la loro sarebbe la leadership di un competitor, ci ritroveremmo costantemente contro i nostri interessi in una cooperazione fragile e instabile la cui sola alternativa diventerebbe proporsi come satelliti israeliani, cosa che a Tel Aviv importa il giusto e che non ci dà prospettive.
Noi cinquantunesima stella degli States? Questa è la speranza dei redivivi sciuscià dei giorni nostri, ma non funziona: gli Usa hanno delegato il Mediterraneo alla lottizzazione tra potenze intermedie e rischieremmo di sottostare all'influenza turca, spalleggiata da Londra.

Italia/e
Quali prospettive per l'Italia, allora, una volta svanite in pochi decimi di secondo le fate morgane della sovranità monetaria per ciclostile e dell'autarchia turistico-ortolana? Probabilmente la secessione. Perché il nord-est finirebbe attratto nella sfera tedesca e russo-tedesca, ma stavolta, sì, da subordinato. Il sud sprofonderebbe nel disastro sociale ed economico e diventerebbe terra d'invasione. A meno che sul Mediterraneo non fosse ancora possibile fare sponda sui russi (partner dei tedeschi) e così dovremmo chiedere di essere nuovamente ammessi ad un consesso dal quale saremmo usciti con toni tronfi.

Fine del giochino
Il cui scopo non è di far cambiare idea agli ubriachi di Italexit, dei quali sinceramente poco m'importa. Né di convincere la cosiddetta opinione pubblica che non ha mai contato un tubo né mai conterà. Non dipenderà dai sentimenti e dalle presunte convinzioni degli italiani cosa succederà, ma soltanto dai rapporti di forza tra potenze e centrali di potere. Noi potremo soltanto registrarne gli effetti.
L'importante è mantenere la lucidità per capire quali siano, invece di masturbarsi in ipotesi fuori dal tempo e dallo spazio, come va di moda in questi ultimi decenni di stupidità globale.

 

 

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