In un passaggio lunare Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi x Svegliati Europa   
Giovedì 07 Maggio 2020 01:37


Editoriale del numero 33

Viviamo in un paesaggio lunare. Ogni tanto per strada si materializza qualcuno con una maschera in faccia che ci rammenta i banditi di quando giocavamo ai soldatini. Intanto, sequestrati per sfuggire a un'epidemia dalla mortalità decisamente limitata, coliamo a picco. Tutte le manovre di “ripresa” mirano a prosciugare i nostri risparmi e a trasformare la nostra sociologia. Milioni di persone sembrano non avere un futuro economico. Forse lo avranno in un secondo tempo, se interverrà una sterzata liberista selvaggia, a bassa fiscalità e a ingente quota sommersa.
Noi siamo il Paese che ha deciso le misure più drastiche, dunque più letali, e al contempo quello che ha predisposto le misure di ripresa più volatili e ridicole. Puntiamo tutto, o quasi, sugli aiuti esteri che elemosiniamo come doni assistenziali.
L'Europa, assente come soggetto politico, dopo essere stata oggetto degli strali e delle invettive di tutti, diventa la grande aspirazione. Dopo averle imputato di essere troppo presente, la si è accusata di essere troppo assente e mai come ora gli stessi leaders euroscettici la invocano e la esortano a intervenire.
Ma l'Europa, il trito e ritrito capro espiatorio dialettico dei politici incapaci, non può nemmeno essere una balia né un salvadanaio: dev'essere passione e unità di destino.
Per quello servono uomini ritti, coraggiosi, capaci, responsabili.
Per quello devono sparire gli omuncoli che conosciamo da decenni. Per quello gli italiani devono tornare ad essere quello che furono un tempo, sotterrando i bamboccioni figli di mammà che imperversano ovunque. L'Europa non è un soggetto astratto e lontano, l'Europa siamo noi. Vediamo di esserlo!