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Scritto da huffingtonpost.it   
Lunedì 13 Gennaio 2020 00:31


L'Ilva forse ce la salva l'Europa ma non ditelo a quelli che si gingillano con simboli così

Il nuovo Fondo europeo per la transizione verso un’economia verde partirà con un stanziamento di base di 7,5 miliardi e dal 2021 permetterà di finanziare con risorse pubbliche “la modernizzazione” di grandi impianti industriali e “la bonifica di siti contaminati” - come potrebbe essere per l’ex Ilva - senza violare le regole Ue sugli aiuti di Stato. È quanto emerge dalla bozza delle proposte che la Commissione europea presenterà martedì prossimo di cui l’ANSA ha preso visione.

La proposta è quella di rendere accessibile il nuovo fondo (Fte) “a tutti gli Stati membri” e fare in modo che questo rientri all’interno delle politiche di coesione. Il fondo potrà contare su 7,5 miliardi di euro di risorse fresche per il 2021-2027. A questo stanziamento si aggiungeranno i cofinanziamenti nazionali e le risorse che gli Stati dovranno trasferire dai fondi per lo sviluppo regionale (Fesr) e sociale (Fse+).
Il meccanismo alla base della proposta prevede che per ogni euro ricevuto dal Fte, i Paesi trasferiscano “da un minimo di 1,5 a un massimo di 3 euro” provenienti dagli altri fondi Ue.

Secondo l’esecutivo europeo, grazie a questo meccanismo in sette anni potranno essere mobilitati fondi pubblici “fra i 30 e i 50 miliardi”. Lo strumento rientrerà in un più ampio Meccanismo per la transizione verde che ambisce ad attirare investimenti pubblici e privati per 100 miliardi.
La Commissione chiede che siano i Paesi a “identificare i territori” bisognosi del sostegno del Fte, che in Italia coincideranno con le Province (categorizzate tecnicamente come NUTS 3), e a redigere piani di transizione territoriale ad hoc.
Il Fte potrà finanziare anche “investimenti produttivi in aziende diverse dalle Pmi”, quando “sono necessari per l’attuazione dei piani di transizione territoriali”.

Lo stabilimento di Taranto vive una fase di stallo. Estremamente positivo per la sopravvivenza della produzione è stata la decisione della magistratura tarantina di prorogare l’Altoforno 2, in assenza del quale ineluttabile sarebbe stato uno scenario catastrofico. Tocca però ora alle parti trovare una soluzione entro fine gennaio e la soluzione è tutta da confezionare. I franco-indiani di Mittal tengono ancora il punto sugli esuberi e le valigie in mano, mentre il Governo gioca una carta nuova, quella dell’ingresso delle banche.

 

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