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Iraq, militari ''privati'' per interrogare detenuti nel carcere. PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Lunedì 03 Maggio 2004 01:00

Il primo ministro britannico Tony Blair si è detto ''inorridito'' per le foto di prigionieri iracheni sottoposti a gravi abusi nel carcere di Abu Ghreib, mostrate dalla televisione americana Cbs.

Washington, 30 apr. (Adnkronos) - ''Il portavoce dell'esercito americano ha detto di essere inorridito e che i responsabili hanno danneggiato anche gli altri soldati, e il governo britannico si associa a queste opinioni'', ha detto un portavoce di Downing Street, citando il collega statunitense Mark Kimmitt. Blair ha esattamente la stessa opinione dell'esercito americano, ha proseguito il portavoce, aggiungendo che ''questi atti sono in contraddizione con tutte le regole interne alla Coalizione''. In precedenza l'inviata britannica per i diritti dell'uomo in Iraq, Ann Clwyd, si è detta oggi ''scioccata'' per l'intera vicenda, ma ha sottolineato che si tratta ''di un piccolo numero'' di casi. Intanto, l'avvocato Gary Myers, legale di uno dei sei soldati americani finiti davanti alla Corte marziale, accusa le forze Usa di aver delegato

a ''militari privati'', assunti da due compagnie americane, il lavoro sporco di interrogare i detenuti con metodi illegali. I soldati americani saranno processati per crudelta', stupro, negligenza nei confronti di una ventina di iracheni detenuti nel carcere degli orrori. Il sergente riservista Ivan Frederick, 37 anni, nella vita civile un secondino in una prigione della Virginia, è fra gli imputati. E sta dando battaglia ai suoi comandi parlando con i giornalisti americani a cui ha denunciato come le sevizie fossero una strategia precisa per costringere i detenuti a parlare negli interrogatori. ''E' uno degli elementi più disgustosi di tutta questa storia'' -ha spiegato il suo avvocato, Gary Myers, in una intervista al Washinton Post. Myers in particolare cita i dipendenti di due compagnie, la CACI International, di Arlington, Virginia, e la Titan Corp. di San Diego, California, che fornivano persone specializzate in interrogatori e interpreti al carcere. Entrambe sono citate nell'inchiesta interna condotta dall'esercito Usa. Nessun commento dalla prima compagnia. Mentre un alto dirigente della seconda assicura che la sua società forniva solamente interpreti ai militari americani, ''interpreti che non amano lavorare in un modo o nell'altro nelle prigioni''. Ieri cinque senatori democratici americani hanno chiesto al General Accounting Office del Congresso l'apertura di un'inchiesta sull'uso e le mansioni affidate alle compagnie militari private, denunciando come il settore sia ancora privo di regolamentazione a livello federale.

 

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