Trump contro Teheran Stampa
Scritto da wallstreeitalia.com   
Sabato 30 Giugno 2018 00:04


Sanzioni per chi non applica le sanzioni

Donald Trump ha proposto che tutti gli affari commerciali con l’Iran siano interrotti e le aziende e le nazioni non lo faranno saranno a loro volta sottoposte a sanzioni americane a partire dal 4 novembre. Se i paesi a cui è rivolto all’appello accetteranno, l’Iran sprofonderebbe in una pesante crisi economica, ma Teheran ha in teoria un asso nella manica da giocarsi: le criptovalute.
L’iniziativa del governo Usa ha spinto i cittadini dell’Iran a scendere in strada per esprimere il loro dissenso. Sono scoppiate proteste e sono stati indetti scioperi a Teheran contro l’embargo economico americano. Si sono anche registrati disordini e cariche della polizia. Le scene ricordano da vicino quanto avvenuto nel 2009, quando gli scontri in piazza hanno rischiato di sfociare in una guerra civile.
Il presidente dell’Iran Rouhani ha promesso che “resisteremo”, ma lo Stato della Repubblica Islamica è in crisi, sull’orlo della bancarotta. Il rial – la divisa nazionale – per esempio è stato messo sotto pressione sui mercati valutari dopo l’annuncio delle sanzioni. Se la Cina e l’India collaborano con l’Iran, tuttavia, il paese potrebbe riuscire ad aggirare le misure sanzionatorie affidandosi al Bitcoin.
Sui mercati delle materie prime i prezzi del petrolio si stanno rafforzando sul mercato, aiutati dai timori di un calo dell’offerta, anche per via dello stop alle forniture stabilito da Canada e Libia. Il contratto WTI scambia saldamente sopra i 70 dollari al barile.
Trump ha esortato gli altri Stati e le società di tutto il mondo a non fare più scambi commerciali con l’Iran. La strategia geopolitica dell’amministrazione americana è chiara: indebolire il nemico numero uno di Israele e Arabia Saudita, nonché uno degli ultimi alleati rimasti in Medioriente alla Russia.