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La guerra nel giardino di casa PDF Stampa E-mail
Scritto da insiderover.com   
Giovedì 03 Ottobre 2019 00:10

 

Che il conflitto il Libia sia sempre più una guerra per procura tra le varie forze internazionali è un dato di fatto oramai da diversi anni e ben conclamato soprattutto dopo l’inizio degli scontri a Tripoli a partire da aprile. Da un lato c’è il governo di Fayez Al Sarraj, appoggiato da Turchia e Qatar, dall’altro c’è l’esercito di Khalifa Haftar, appoggiato dall’Egitto e ben rifornito da Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita. L’Europa assiste, a distanza, ad una riproposizione in terra libica del braccio di ferro mediorientale tra potenze filo Fratelli musulmani, rappresentate da Ankara e Doha, e blocco filo saudita. Ma adesso, specialmente dopo le ultime scoperte fatte sul campo, il conflitto appare sempre più una vera e propria guerra tra mercenari.

In Libia presenti i mercenari russi della Wagner
Già da giorni sui siti e sulle testate libiche, specialmente quelle con base a Tripoli, si fa riferimento all’uccisione di almeno tre russi a sud della capitale. Su alcuni social girano anche foto dei documenti di uno di loro, con tanto di stemma della Federazione russa stampato sulla carta d’identità che non lascia spazio a dubbi circa la nazionalità. Adesso arriva la conferma: membri del Gna, ossia l’insieme delle fazioni che appoggiano il governo di Al Sarraj, durante gli scontri a fuoco nei giorni scorsi uccidono alcuni mercenari della Wagner. Quest’ultima è la società di contractors russi di Yevgeny Prigozhin, noto anche come “cuoco di Putin”. A confermare queste indiscrezioni è il giornalista Samer Al Atrush, il quale si trova in Libia come inviato di Bloomberg News. Al Atrush si avvale sia di fonti diplomatiche che della stessa Wagner.
Secondo le ultime ricostruzioni, in particolare, almeno un centinaio di mercenari russi sarebbero arrivati nell’est della Libia il mese scorso per essere poi trasportati lungo le linee del fronte di Tripoli. Dalla Cirenaica, i combattenti della Wagner sarebbero poi stati spostati infatti presso la base di Jufra, controllata da Haftar, e da qui poi dirottati a sud della capitale libica. Qui affiancherebbero la Brigata 106 dell’Lna, ossia il Libyan National Army di Haftar. La brigata in questione viene considerata come l’élite dell’esercito agli ordini del generale della Cirenaica, comandata da uno dei due figli dello stesso Haftar. Una presenza quindi significativa e di peso, non soltanto sotto il profilo numerico ma anche politico.
Con la Wagner a dare manforte al Libyan National Army, Mosca esprime la propria volontà di appoggiare Haftar nel suo momento peggiore da quando viene lanciata l’offensiva ad aprile volta a prendere Tripoli. Una guerra lampo che, nel corso di questi mesi, si trasforma in un vero e proprio incubo a causa dello stallo lungo tutta la principale linea del fronte. Il Cremlino da anni nutre maggiori simpatie per Haftar, nel 2017 il generale viene accolto con tutti gli onori a bordo della Kuznetsov mentre la portaerei è in transito dinnanzi le coste libiche. Adesso l’appoggio sembra anche militare, seppur con un gruppo di combattenti della Wagner, la quale risponde comunque alle volontà del Cremlino.

Haftar denuncia la presenza di mercenari turchi
Ma i mercenari russi non sono gli unici ad essere in gioco in Libia. Al contrario, nel Paese nordafricano sono diversi i gruppi stranieri presenti in maniera non ufficiale. E non è solo Haftar ad avvalersi di combattenti non libici: a maggio ad esempio, un aereo dell’aviazione di Al Sarraj viene abbattuto non lontano da Tripoli ed a bordo vi è un pilota statunitense che, in un primo momento, si dichiara portoghese. Per adesso i vertici dell’Lna puntano il dito però soprattutto contro i turchi: Ahmed Al Mismari, portavoce dell’esercito di Haftar, dichiara di avere la certezza della presenza di ufficiali mandati da Ankara al fianco delle forze del Gna.
Non solo ufficiali ma, si vocifera in ambienti diplomatici, anche combattenti mercenari. Questi ultimi sarebbero turchi non appartenenti all’esercito del paese anatolico ma arruolati a Tripoli per dare manforte ad Al Sarraj. Anche in questo caso la notizia corre più veloce sui social: in diversi account di sostenitori dell’esercito di Haftar, come si legge su SpecialeLibia.it, spuntano immagini di cittadini turchi che supportano le milizie del governo tripolino.
In Libia quindi adesso potrebbe sorgere una vera e propria guerra nella guerra, quella cioè tra mercenari stranieri che sul campo aiutano le forze appoggiate dai rispettivi governi.

 

 

 

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