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Uranio impoverito: un crimine di guerra che non ha mai fine PDF Stampa E-mail
Scritto da Paul Rockwell   
Martedì 20 Aprile 2004 01:00

Chi ha detto che in Iraq non vi sono armi di distruzione di massa? Il terreno, l'aria, i polmoni della gente ne sono pieni: e' l'uranio impoverito

L'arma di distruzione di massa che ha avvelenato il territorioiracheno e ne ha decimato la popolazione. Resta attivo per milioni di anni, condanna a morte orribile chi lo inala o lo ingerisce, causa deformazioni ai nascituri e danni irreversibili a chi ne viene in contatto. Gli USA lo hanno riversato in Iraq con un accanimento che ha dell'incredibile: un crimine di guerra che grida giustizia. I dispacci internazionali sull'invasione ed occupazione USA dell'Iraq - pieni di dettagli grafici sugli ospedali sovraffollati, schegge di bombe a frammentazione seppellite nella carne dei bambini, neonati deformati dall'uranio impoverito, mercati e fattorie distrutte dai missili americani - non sono di facile lettura. Le prove sempre più evidenti che giungono dall'Iraq occupato stabiliscono ciò che molti americani vorrebbero non sapere: e cioè che le più alte cariche del loro governo hanno violato molti accordi internazionali relativi alle regole di guerra. Se non riterremo l'amministrazione Bush responsabile di crimini di guerra - e le prove sono schiaccianti - tradiremo la nostra coscienza, il nostro paese e la nostra fede nella democrazia. Gli Stati Uniti sono firmatari di numerose leggi di guerra internazionali: le Convenzioni dell'Aja del 1889 e del 1907, le Convenzioni di Ginevra del 1949 e quelle di Norimberga, adottate dalle Nazioni Unite l'11 dicembre 1945 - tutte leggi che stabiliscono i limiti che, per consenso comune, i popoli decenti non dovrebbero oltrepassare. Secondo la Costituzione, tutti i trattati sono parte della legge suprema della terra. La legge umanitaria si basa su un semplice principio: che i diritti umani siano misurati secondo un unico parametro. Senza questo principio, la giurisprudenza sarebbe mera pietà ed esercizio del potere. Né le violazioni delle leggi di guerra da parte di uno dei belligeranti giustificano i crimini di guerra dell'altro. Di tutte le violazioni delle leggi di guerra commesse dalle più alte cariche del nostro stato, nessuna e' più allarmante dell'uso massiccio e premeditato dell'uranio impoverito in Iraq. Undici miglia a nord della frontiera con il Kuwait, nell' "Autostrada della Morte", carri armati distrutti, jeep militari inagibili, veicoli pubblici sventrati - lamiere contorte residui di "Tempesta nel Deserto" - continuano ad irradiare energia nucleare. I militari americani che hanno vissuto in quell'area tossica per tre mesi

soffrono di affaticamento, dolori muscolari ed articolari, disturbi

respiratori - una quantità di sintomi conosciuta con il nome di Sindrome del

Golfo. Quando il presidente Bush ed il Pentagono autorizzarono l'uso

dell'uranio impoverito per la campagna "Colpisci e terrorizza" del marzo

2003, non solo commisero un crimine di guerra contro il popolo dell'Iraq, ma mostrarono anche criminale disprezzo verso la salute delle truppe americane. L'articolo 23 della IV Convenzione di Ginevra e' chiaro e preciso: "E' proibito impiegare veleni o armi venefiche per uccidere slealmente individui appartenenti al paese o all'esercito nemico o utilizzare armi, proiettili e materiale studiato per causare sofferenze non necessarie". Il Protocollo di Ginevra del 1925 proibisce esplicitamente "gas velenosi o asfissianti, e tutti i liquidi analoghi, materiali e dispositivi". La radioattività prodotta dall'uranio impoverito in battaglia e' un materiale velenoso, carcinogenico, che causa difetti genetici, malattie polmonari e renali, leucemia, cancro al seno, linfoma, tumori ossei e disabilità neurologiche. L'uranio impoverito e' molto più denso del piombo e permette alle armi USA di penetrare l'acciaio, un vantaggio enorme nella guerra moderna. Ma, secondo le Convenzioni di Ginevra, "i mezzi per causare ferite al nemico non sono illimitati". Quando le munizioni all'uranio impoverito esplodono, l'aria viene inondata di polvere fine e radioattiva che, trasportata dal vento, viene facilmente inalata e si deposita poi nel suol

 

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