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Gino Strada comunica che gli ostaggi stanno bene. solo che non possono uscire a prendere un caffe'. Parola di "ambasciatore parallelo" PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

"Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio stanno bene e verranno rilasciati". È quanto hanno affermato alcuni intermediari alla delegazione di Emergency a Baghdad, guidata da Gino Strada, in un incontro che si è svolto ieri.

Lo afferma la stessa associazione umanitaria secondo la quale gli intermediari avrebbero però aggiunto che non sono in grado di dire quando questo rilascio avverrà. "I nostri interlocutori - affermano ancora esponenti di Emergency - hanno ribadito la determinazione a rilasciare gli ostaggi, ma hanno dichiarato di non poter assumere impegni sui tempi di questo rilascio".

La rassicurazione, secondo quanto si è appreso, è arrivata al termine di un lungo incontro, quando è stata posta la domanda che non lasciava spazio a dubbi. "Ma li rilasceranno?" è stato chiesto agli intermediari. "Si - è stata la risposta - ma non sappiamo dirvi quando". Gli intermediari, che la delegazione ha incontrato più volte dal suo arrivo a Baghdad lo scorso 5 maggio, non hanno dunque ipotizzato né modalità né tempi di rilascio dei tre vigilantes, ma hanno ribadito a Strada di essere "vicini" ai sequestratori. Sono, inoltre, in grado di comunicare con Emergency "in qualsiasi momento".

Gino Strada e la delegazione di Emergency lasceranno l'Iraq nelle prossime ore, ma le trattative per arrivare alla liberazione degli ostaggi continuano. La decisione è stata presa dall'associazione al termine dell'incontro di ieri con alcuni intermediari che sarebbero in grado di raggiungere i sequestratori dei tre vigilantes. La scelta di lasciare l'Iraq è successiva proprio a quell'incontro. "Non ci sono ulteriori approfondimenti da svolgere - spiegano da Emergency - le persone che abbiamo incontrato ci hanno assicurato di essere vicini ai sequestratori e che ci contatteranno in caso di necessità". Rimanere a Baghdad con una delegazione "identificabile", oggetto di "attenzione e osservazione", spiegano ancora da Emergency, "avrebbe potuto costituire un problema". Visto dunque che il "canale" ormai è stabilito ed è chiaro, visto che gli intermediari hanno tutti i riferimenti per poter contattare in qualsiasi momento gli esponenti di Emergency, anche tramite persone a Baghdad, non c'era la necessità di rimanere in Iraq. "Ma la trattativa continua - ribadiscono - e continuerà con i contatti che abbiamo stabilito in Iraq".

Comunicato emesso da Emergency

18 maggio 2004

Tra venerdì 14 e lunedì 17 maggio, abbiamo avuto ulteriori contatti, nei quali i nostri interlocutori: ci hanno ribadito che i tre italiani sarebbero stati rilasciati; hanno dichiarato l’impossibilità di fare previsioni o assumere impegni sui tempi. Abbiamo convenuto con i nostri interlocutori che una nostra presenza fisica non fosse necessaria. Abbiamo per parte nostra stimato che la presenza della «delegazione» potesse costituire ostacolo a una loro libertà di movimento. Abbiamo convenuto sulla individuazione di un contatto in loco in grado di porsi in comunicazione con noi in qualsiasi momento. Di questo tentativo, tuttora in corso ed entrato in una nuova fase, non ci sfuggono le difficoltà e gli aspetti problematici. Con una distanza fisica dai luoghi nei quali lo abbiamo sin qui condotto, riteniamo di compiere la scelta più utile per a una soluzione positiva.

 

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