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Manda un sms a un amico: fermato dalla polizia PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere.it   
Venerdì 04 Giugno 2004 01:00

Aveva scritto un testo con le parole «pistola», «jet», «prigionieri»

Gran Bretagna, una squadra dell'antiterrorismo ha interrogato un giovane tecnico: ma erano sole le parole di una canzone
BRISTOL- Ha spedito un Sms a un amico. Tanto è bastato per essere raggiunto in ufficio da una squadra speciale dell'antiterrorismo britannico. Che l'ha portato nella sede della polizia, a Bristol, per un interrogatorio. La brutta avventura, rivelata in esclusiva dal quotidiano britannico «The Sun», è capitata a un tecnico di computer inglese. Il giovane, Mike, che nel tempo libero suona in una band tutta dedicata ai Clash, ha spedito questo testo a un amico, anche lui nel gruppo musicale: "Tommy Gun? Ok - Dunque, accordiamoci sul prezzo e facciamo che un jet di linea vale dieci prigionieri".

CANZONE - Che cosa significa? Per Mike era tutto chiaro: «Il mio amico non ricordava le parole di una canzone dei Clash, "Tommy Gun" - ha spiegato il giovane ai giornalisti del Sun -. Tutto qui: io gliele ho spedite via sms». La «visita» degli agenti dell'antiterrorismo nel suo ufficio ha svelato però che gli sms, così come probabilmente le email e le telefonate, vengono monitorati da supercomputer capaci di analizzare milioni di testi e isolare quelli che contengono parole-chiave come aereo, pistola (gun, in inglese), prigionieri e così via.

BUONA FEDE - Per fortuna Mike è riuscito a convincere un imbarazzatissimo agente della sua buona fede («A dire il vero era molto imbarazzato dopo che gli ho raccontato che quelle parole erano in una canzone dei Clash»). Ma resta aperta una questione: davvero le  

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