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Per Rumsfeld l’informazione di guerra è ancora troppo libera PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Venerdì 18 Giugno 2004 01:00

Per il ministro della Difesa la stampa metterebbe in pericolo le truppe USA in Iraq (che, com’è noto, senza quegli scocciatori dei giornalisti sarebbero accolte a braccia aperte dalla popolazione “liberata”…). Un’informazione già drogata, condizionata, piegata alle esigenza della società dello spettacolo sta quindi per vedere ulteriormente ridotti i suoi margini di autonomia?

WASHINGTON - Il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld, nel giorno in cui ammette l'esistenza di un prigioniero iracheno fantasma come anticipato dalla Nbc, ha sferrato un duro attacco ai media colpevoli a suo avviso di mettere in grande pericolo gli americani militari e civili ancora impegnati al fronte.

L'ATTACCO - Rumsfeld, nel corso di una conferenza stampa al dipartimento della Difesa di Washington, ha ribadito che «il governo degli Stati Uniti non ha mai ordinato né autorizzato la tortura di prigionieri di guerra». Secondo il capo del Pentagono quella delle torture commesse da militari americani è una questione estremamente delicata, al punto che la lunga campagna di denuncia condotta da numerosi organi di stampa americani può diventare pericolosa. «Qualcuno si dimentica quello che significa essere in guerra», ha detto Rumsfeld. «Vedere la mattina i giornali titolare che il governo americano avrebbe autorizzato le torture di prigionieri non può che avere conseguenze». L’inchiesta sugli orrori di Abu Ghraib, ha aggiunto Rumsfeld, «non è ancora finita ma vi dico che fino ad oggi non ho visto niente che confermi che qualcuno abbia mai ordinato o autorizzato comportamenti contrari all’indicazione del presidente George W. Bush che i detenuti devono essere trattati in maniera umana».

DETENUTO FANTASMA - E nel giorno della nomina del nuovo generale incaricato di indagare sugli abusi contro i detenuti, il Pentagono è costretto ad ammettere un nuovo imbarazzante incidente anticipato questa mattina dalla Nbc: Rumsfeld ha confermato oggi di avere ordinato personalmente, su richiesta della Cia, che la detenzione di un presunto capo della rivolta in Iraq fosse tenuta segreta e che la sua identità non fosse comunicata al Comitato internazionale della Croce Rossa. Il ministro americano ha detto che il detenuto, un leader paramilitare del gruppo integralista curdo Ansar al-Islam, «è stato trattato in modo umano e non è mai stato nel carcere di Abu Ghraib». Rumsfeld non ha voluto precisare quanti siano i detenuti invisibili attualmente nelle mani degli americani. Il leader militare non è comunque l'unico prigioniero fantasma detenuto dagli americani in Iraq, uno status che consente di evitare i contatti con le ispezioni delle organizzazioni umanitarie internazionali, ma è il  


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