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Ecco quelli che accusavano Hitler PDF Stampa E-mail
Scritto da Al arabya   
Martedì 13 Luglio 2004 01:00

Un cittadino saudita rinchiuso nel carcere di Abu Ghreb afferma di aver visto con i propri occhi l'uccisione di un neonato di fronte a sua madre e lo stupro di una giovane ventenne irachena. Ha vissuto in condizioni bestiali esclusivamente a causa della sua nazionalità

Haydar al-Muzri', un saudita che ha passato 11 mesi in quella prigione, ha affermato che fu proprio la sua cittadinanza la causa del suo arresto a Kerbela, in Iraq, nonostante fosse entrato legalmente nel paese attraverso il confine siriano. Haydar ha inoltre affermato di aver visto
almeno una trentina di detenuti sauditi nel carcere di Abu Ghreb.
Haydar afferma inoltre che "la tortura psicologica in inverno fu la più dura, quando ci mettevano in una vasca d'acqua fredda e poi ci lasciavano con quasi niente addosso. Ci picchiavano spesso, alla faccia dei diritti dell'uomo e delle sue libertà tanto decantate da loro" (...). Il cibo, invece, dice Haydar, "era dei peggiori; non lo davano nemmeno ai
cani che avevano. Nel mese di Ramadan rimanemmo tutti avvelenati dal cibo".
Al-Muzri' ha affermato inoltre di aver visto i secondini americani buttare un neonato in un corridoio, strappandolo dalle mani di sua madre perché dava loro fastidio. Il neonato morì sul colpo. La madre invece ebbe uno shock e perse i sensi. L'ex-detenuto ha inoltre sottolineato che fra I prigionieri sauditi c'erano medici e una squadra di volontari arrivati in Iraq per dar sollievo alla popolazione irachena dopo la caduta del regime.
I loro documenti non avevano nessun valore e non permisero il loro rilascio. Furono interrogati come sostenitori della resistenza irachena.

 

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