Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Ottobre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
  1  2  3  4  5  6  7
  8  91011121314
15161718192021
22232425262728
293031    

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Conflitti
Pentagono, più soldati in Iraq PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Venerdì 25 Giugno 2004 01:00

ma resteranno sei mesi. Potenziamento delle truppe, dimezzata la rotazione Nuova strategia in vista del trasferimento dei poteri Fino a 25 mila unità in più, l'annuncio di Casey Il capo del Centcom "Il rafforzamento è necessario"

Un rafforzamento della presenza militare statunitense in Iraq, tra le 15 e le 25mila unità da aggiungersi ai 138mila militari presenti ora, con un'accelerazione delle rotazioni, di sei o sette mesi invece che di un anno. E' questa la nuova strategia del Pentagono in vista del trasferimento dei poteri del 30 giugno, che vedrà la trasformazione delle truppe di occupazione in una forza multinazionale a guida statunitense.

E' stato il generale George Casey, che sostituirà il generale Ricardo Sanchez, travolto dallo scandalo di Abu Ghraib, a riferire al Congresso la decisione di potenziare le brigate già presenti in Iraq. ll generale John Abizaid, il capo del Centcom, sta ancora pianificando la situazione: "Con i senatori che dovranno confermare la mia nomina sono stato chiaro su un punto: in previsione del passaggio dei poteri il prossimo 30 giugno non è possibile pensare ad una riduzione delle forze presenti sul campo. E' necessario un rafforzamento".

Il ministro della Difesa statunitense Donald Rumsfeld ha pensato di ridurre il periodo di "ferma" in Iraq, la cui durata al momento è di un anno, approntando piani di rotazione ogni sei-sette mesi. Il capo del Pentagono, rivela oggi il "Los Angeles Times", ha chiesto così al capo dello stato maggiore dell'Esercito, Peter Schoomaker, se sia possibile estendere anche all'Esercito il sistema di rotazione già adottato dai Marines, che prevedono un invio in missioni all'estero per 6-7 mesi ogni due anni.

"Sarei interessato a sapere da voi perché pensate che dobbiamo avere rotazioni ogni 12 mesi, e se sareste d'accordo a cambiare per turni di sei o sette mesi" si legge in una proposta inviata da Rumsfeld il 14 giugno scorso, che riconosce lo stress delle truppe, dal momento che per molti militari inizierebbe ora il secondo anno, dopo una breve pausa, di "ferma" in Iraq o Afghanistan.
I vertici dell'Esercito, però, sono tradizionalmente contrari a ridurre i tempi di permanenza: l'efficienza delle forze sul campo diminuirebbe, più alti i costi delle missioni.
 
“Saddam strinse un accordo con gli Usa prima della guerra” PDF Stampa E-mail
Scritto da Gazzetta del Sud   
Venerdì 25 Giugno 2004 01:00

L’ex primo ministro russo Evgheni Primakov sostiene che Saddam Hussein aveva stretto un accordo con gli Stati Uniti prima dell’intervento militare alleato.

“C’era un’intesa con gli americani, per quanto possa apparire paradossale”, ha detto ad un’intervista al quotidiano “Gazeta”

A dimostrazione di questa tesi Primakov elenca alcuni argomenti: il fatto che non furono fatti saltare in aria i ponti sul Tigri quando i carri armati americani si stavano avvicinando a Bagdad, il cessate il fuoco praticamente immediato e la scarsa resistenza irachena all’avanzata degli alleati.

L’ex premier russo ha sollevato dubbi anche sulle modalità e i tempi della cattura di Saddam, ufficialmente avvenuta il 14 dicembre. Secondo Evgheni Primakov nelle immagini diffuse dalla televisione nei pressi del nascondiglio dell’ex dittatore iracheno apparivano alcune palme fiorite, ma a metà dicembre le palme in Irak non sono in fiore.

Saddam, ha affermato ancora Primakov, si era arreso agli americani molto prima e la vicenda della cattura è stata soltanto una messinscena
 
Armi fantasma PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Iraq, Russia: c'è il richio che parti di armi di sterminio cadano in mano ad Al Qaida

MOSCA. La Russia ritiene che la presenza di Al Qaida in Iraq si sia ormai consolidata e teme che «componenti di armi di distruzione di massa che probabilmente sono ancora nel Paese» possano finire nelle mani dei «terroristi internazionali» Lo ha affermato oggi il
viceministro russo degli esteri Iuri Fedotov, citato dall'agenzia Interfax.

Secondo Fedotov, le probabilità di questa minaccia sono «alte». Il viceministro ha aggiunto che «proprio per questo resta attuale il compito di chiarire definitivamente il dossier» sulle armi di sterminio di massa irachene.

Fedotov ha quindi rimarcato che «è difficile affermare che il vecchio regime iracheno avesse rapporti con Al Qaida», ma ha osservato che «adesso è evidente come l'Iraq sia diventato una calamita che attrae terroristi di ogni genere», al punto che «Al Qaida si è ormai ambientata comodamente nel Paese».

 
Arabia Saudita: amnistia ai terroristi che si arrendono PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

RIAD (Arabia Saudita). A pochi giorni dall'uccisione di Abdulaziz Al Muqrin, leader della rete terroristica Al Qaida in Arabia Saudita, re Fahd ha offerto oggi un'amnistia agli estremisti islamici che si arrenderanno entro un mese.

«Coloro che si arrenderanno volontariamente entro un mese dalla data di questo discorso...saranno trattati secondo la legge di Dio», ha dichiarato il principe ereditario Abdullah in un discorso pronunciato a nome del sovrano, anziano e malato, e trasmesso dalla televisione di Stato saudita.

«Proclamiamo, per l'ultima volta, un'amnistia a favore di tutti coloro che hanno commesso crimini in nome della religione», ha detto il principe Abdullah.

«A tutti coloro che appartengono a questo gruppo (di estremisti), che non sono stati arrestati, offriamo l'occasione di pentirsi», ha proseguito il principe ereditario, che guida di fatto il ricco Paese petrolifero a causa della salute cagionevole di re Fahd.

Non è questa la prima volta che - dall'inizio degli attacchi terroristici nel ricco regno petrolifero nel maggio dello scorso anno - le autorità di Riad chiedono ai militanti islamici di consegnarsi alle autorità in cambio di una più o meno completa immunità.

La prima di tali offerte venne lanciata il 27 giugno dell'anno scorso dopo la resa di Ali Abdulrahman al-Faqàsi al-Ghamdi, uno dei principali sospettati per gli attacchi suicidi compiuti a Riad il precedente 12 maggio, che provocarono la morte di 35 persone (tra cui otto americani) e quasi 200 feriti. Fu allora che i responsabili della sicurezza saudita invitarono tutti i presunti terroristi ancora in libertà ad arrendersi.

Al-Ghamdi, ritenuto dagli Usa il cervello dei primi attentati che sconvolsero Riad, si era consegnato al vice-ministro degli interni saudita, principe Mohammed bin Nayef, nella residenza di quest'ultimo a Gedda.

«Penso che si sia arreso al principe dopo le preghiere del mattino» dichiarò all'epoca il ministro degli interni, principe Mohammed bin Nayef bin Abdul Haziz, al quotidiano saudita Okaz. Secondo fonti Usa invece, il presunto terrorista sarebbe stato catturato dalle forze della sicurezza.

Le fonti saudite, dal canto loro, hanno sempre insistito sulla sua resa poichè - sostenevano - nessuna trattativa era stata intrapresa e quindi Al-Ghamdi si sarebbe consegnato volontariamente, fatto questo che, secondo le autorità di Riad, sarebbe stato in un secondo tempo preso in considerazione, come attenuante, in sede di giudizio sulla base della legge islamica (Sharia).

«Tutti i ricercati dovrebbero arrendersi perchè non hanno alternative dal momento che le forze di sicurezza, prima o poi, li cattureranno ed è meglio per loro scegliere la resa», aveva dichiarato allora il ministro degli interni.
 
Ci provano, ci provano PDF Stampa E-mail
Scritto da Adn kronos   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Sventato (?) un attentato in Turchia al Presidente Bush. Vogliono sospingere Kerry o sono pietosi tentativi di riprodurre una solidarietà nei confronti del Presidente in carica ?

Due attentati dinamitardi, a Istanbul con almeno due morti, e a Ankara con tre feriti, hanno colpito la Turchia a pochi giorni dalla visita del presidente americano George W. Bush e dal vertice della Nato che si terra' nella citta' sul Bosforo.

Ad Ankara un pacco bomba e' esploso in tarda mattinata vicino all'Hotel Hilton nella parte meridionale della capitale, dove sabato notte dovrebbe alloggiare Bush. Tre persone, fra cui due poliziotti, sono rimasti feriti.L'attentato e' stato poi rivendicato da un gruppo estremista marxista.

Poche ore dopo un altro ordigno e' esploso in un autobus a Istanbul che transitava nei pressi di un ospedale nel quartiere residenziale di Fatih. Secondo la televisione Ntv, due persone sono morte e sette sono state ferite. Ma secondo testimoni citati dall'agenzia britannica Reuters, i morti sono quattro.

 
A più miti conigli PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Gli iraniani, resisi forse conto della trappola in cui erano caduti, provano a calmare il gioco restituendo all’Inghilterra i marinai che avevano invaso le loro acque territoriali.

Teheran, 24 giu. - Sono stati consegnati ai diplomatici del loro paese gli otto militari britannici, sei fanti da sbarco e due marinai, fermati lunedi' scorso dopo che avevano sconfinato in acque iraniane, nello Shatt al Arab. In mattinata il gruppetto, si e' appreso, e' partito in aereo per Teheran. Non e' dato sapere quando i militari, che facevano da istruttori ai militari iracheni addetti al pattugliamento fluviale, saranno autorizzati a tornare in Gran Bretagna.

 
Lo Spettacolo del Terrore: nuova puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Un altro episodio del serial orwelliano. Altri sessanta morti in Iraq: ci abituiamo a considerare esotica e incerta la periferia. In attesa delle periferie interne allle metropoli del nostro pseudo impero

Baghdad, 24 giu. - Sono nel complesso almeno 75 i morti e 268 i feriti a causa dell'ondata di attacchi, imboscate, attentati suicidi o meno e combattimenti sul campo, tutti palesemente coordinati tra loro, che dall'alba di oggi hanno insanguinato l'Iraq centro-settentrionale: nel cosiddetto 'Triangolo Sunnita', comprendente Falluja, Ramadi e Baquba; a Mosul, piu' a nord; e nella stessa Baghdad. E' un mero bilancio ufficiale, reso noto dal ministero ad interim per la Sanita'. Un po' ovunque, tranne forse a Falluja ove e' stata concordata l'ennesima tregua(che non si sa quanto potra' resistere), si continua a combattere; a Ramadi solo in extremis e' stato fermato un kamikaze, e ulteriori potrebbero apprestarsi a colpire. Solo per un miracolo non ha provocato vittime l'abbattimento di un elicottero d'assalto statunitense del tipo Cobra, centrato dai tiri degli insorti a Baquba, mentre stava partecipando a operazioni di bombardamento. Pilota e co-pilota sono riusciti a salvarsi e sono poi stati recuperati dai marines, ma non altrettanto fortunati sono stati tre loro commilitoni, due uccisi a Baquba e il terzo altro a Mosul, dove sono rimasti feriti altri tre soldati. Gli attacchi di Baquba sono stati rivendicati con un comunicato da Abu Mussab al-Zarqawi, il braccio operativo in Iraq di 'al-Qaeda'. Il computo delle vittime piu' sanguinoso e' quello di Mosul, ove nell'arco di pochi minuti si sono susseguiti non meno di cinque attentati dinamitardi, quattro dei quali compiuti con auto-bombe; c'e' pero' che sostiene che le esplosioni risuonate in citta' in rapida successione sono state sette. In tutto sono rimaste uccise come minimo 44 persone, che stando a un'altra versione sarebbero invece una cinquantina, e 216 hanno riportato lesioni, in molto casi gravissime. A Baquba i morti sono stati una ventina solo tra gli iracheni. A Falluja e Ramadi di morti al momento se ne contano nove e di feriti 27. A Baghdad infine hanno perso la vita quattro agenti della Guardia Nazionale; fonti ospedaliere parlano di cinque.
 
Per mettervi di buon umore PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi/Afp   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Un rocambolesco scomparire ed apparire di pc paralizza il Mossad. Non è servita neppure la sasser.

Gerusalemme, 24 giu. - Il furto di un computer ha determinato una paralisi nelle attività degli 007 israeliani.
Gli agenti sono stati costretti a osservare un periodo di riposo forzato dopo che lunedì notte un pc portatile con la lista dei loro nomi in codice è stato trafugato dalla casa di uno psicologo della polizia.
Il pc è stato recuperato in Cisgiordania e gli inquirenti sono convinti che il furto è opera di ladri comuni,
probabilmente ignari del suo prezioso contenuto, che lo hanno venduto ricavandone una grossa cifra. I responsabili dei servizi non hanno, tuttavia, la certezza che le informazioni segrete contenute nel pc non sono state visionate e magari copiate per cui tutte le attività degli 007 restano per il momento sospese.

 
Terrorismo: Riad, agli stranieri il porto d'armi PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

ci si prepara al caos totale in Arabia Saudita. Una lotta stile "far west" come in Iraq. Da una parte i terroristi e dall'altra stranieri armati. Tutto rientra nel progetto di destabilizzazione targato Usa.

I cittadini stranieri che si sentono minacciati dall'escalation del terrorismo avranno il permesso di girare armati. Lo ha comunicato il ministro dell'interno saudita, principe Aziz: 'In linea di principio, un cittadino saudita ha il diritto di girare armato se ha un porto d'armi. Allo stesso modo uno straniero residente nel regno, se si sente in pericolo, puo' ottenere un permesso per portare con se' un'arma'.
 
Iraq: madre ostaggio decapitato, maledetto governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 23 Giugno 2004 01:00

La famiglia dell'ostaggio sudcoreano Kim Sun-Il, decapitato ieri in Iraq, accusa il 'maledetto governo' di Seul di averle ucciso il figlio.

La Corea del sud aveva confermato l'invio di altre truppe dopo il rapimento e le minacce dei terroristi legati Al Qaida. 'Mio figlio e' stato ucciso dal governo', ha detto la madre del giovane interprete di lingua araba. 'Maledetto governo -ha detto- che ha deciso di inviare le truppe mentre ci rassicurava sui tentativi di salvare mio figlio'.
 
Peru': bambini di 6-8 anni fabbricano pasta base cocaina PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 23 Giugno 2004 01:00

In Peru', bambini di 6-8 anni vengono utilizzati dai narcotrafficanti per la trasformazione delle foglie di coca in pasta base della cocaina

Lo ha denunciato la Commissione nazionale per lo sviluppo e la vita senza droga, diffondendo anche un video che mostra bambini che schiacciano le foglie in fosse per la macerazione, esposti agli effetti nocivi degli agenti chimici utilizzati nel processo. Sono sempre piu' i contadini che creano pozzi di macerazione per aumentare gli introiti.
 
<< Inizio < Prec. 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.