Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Ottobre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
  1  2  3  4  5  6  7
  8  91011121314
15161718192021
22232425262728
293031    

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Conflitti
Fronte Iraq: balle a raffica! PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Domenica 05 Settembre 2004 01:00

Il governo iracheno annuncia la cattura di Al Douri, braccio destro di Saddam Hussein. Poi dichiara che Al Douri è stato consegnato agli americani. Ma poi l'esercito americano e il Pentagono smentiscono il Governo iracheno. Ma cosa sta succedendo? Semplice: Al Douri si doveva ancora tenere nascosto e il Governo iracheno ha capito male gli ordini impartiti dagli Usa. Siamo certi che si faranno perdonare....

12:54 "Arrestato braccio destro Saddam"

Il viceministro per gli affari di governo iracheno Wael Abdul Latif ha detto alla televisione satellitare al-sharqiya che forze americane e unità della Guardia nazionale irachena hanno arrestato oggi Ezzat Ibrahim al Duri, vicepresidente del regime di Saddam Hussein.

14:20 Difesa conferma cattura braccio destro Saddam

Il ministro della Difesa irachena ha confermato la notizia dell'arresto di Izzat Ibrahim al Douri, vicepresidente del regime di Saddam Hussein. Al Douri, numero due nella gerarchia del regime del ex rais, è stato catturato nella città di Tikrit. Al Douri era il 're di fiori' del mazzo di carte con i volti dei ricercati Usa. Durante il regime era vice presidente del Consiglio del comando della rivoluzione.

14:57 Al Douri in mano forze Usa

Il portavoce del ministero della difesa iracheno ha detto che il vice di Saddam, Izzat Ibrahim al Douri, catturato oggi a Tikrit, "è adesso nelle mani delle forze americane". Lo ha riferito la televisione Al Jazeera.

15:04 Al Douri difeso da 150 persone

Fonti irachene hanno detto ad Al Jazeera che "150 armati hanno tentato di difendere Al Douri prima della cattura". Il ministro iracheno delle province ha aggiunto alla tv del Qatar che "a causa del suo tumore al sangue, le condizioni di Al Douri sono molto deteriorate".

16:44 Forze Usa: "Al Douri non è nelle nostre mani"

Le forze americane hanno smentito la notizia diffusa dal

 
Putin affronta l’orrore; e i suoi registi PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Sabato 04 Settembre 2004 01:00

Bersaglio di un complotto internazionale dalle ampie proporzioni e di spaventevole intensità, il Presidente russo dve fare i conti con la tragedia che i ceceni (dunque i loro istruttori pachistani, dunque gli istruttori dei loro istruttori) hanno consumato in Ossezia. E ai pronti interventi d'avvoltoio dei politicanti atlantisti

Resti umani a brandelli e corpi carbonizzati continuano a emergere dall'inferno della scuola di Beslan, a oltre 24 ore dalla battaglia tra le forze speciali russe e il commando terrorista ceceno-arabo che il 1 settembre aveva preso in ostaggio 1200 persone, soprattutto bambini.
Il bilancio dell'ecatombe e' salito ad almeno 323 morti di cui 156 bimbi, secondo la procura generale, mentre 210 cadaveri sono gia' stati identificati, ma la conta non e' forse finita.
NUOVI RACCONTI, A TU PER TU CON LA FEROCIA
Nel cuore della notte e' arrivato, inatteso, nella cittadina osseta anche il presidente Vladimir Putin che ha visitato alcuni degli oltri 700 feriti ricoverati negli ospedali e ha svolto una riunione. Putin ha denunciato la ferocia di un terrorismo che colpisce ''i bambini'' e ha ripetuto che l'assalto di ieri delle teste di cuoio non sarebbe stato un blitz preordinato, ma un tentativo di salvare il salvabile, la risposta obbligata al fuoco aperto dai sequestratori su ostaggi in fuga.
''L'impiego della forza non era stato pianificato, gli avvenimenti hanno avuto sviluppi troppo rapidi, con modalita' inaspettate'', ha sottolineato Putin, che ha elogiato il coraggio degli spetznatz, tra le cui file si conta una decina di vittime. Putin ha inoltre ordinato la chiusura di tutte le linee di confine dell'Ossezia del Nord.
Il presidente ha in seguito ribadito che davanti al terrorismo ''non ci sono alternative'' e ''non si puo' cedere ai ricatti''. In passato, ha aggiunto Putin in un appello televisivo, ''abbiamo dato segni di debolezza'' di fronte alla minaccia del terrorismo.
Per il resto il presidente russo si e' concentrato sul lato umano dello spaventoso massacro. ''Tutta la Russia soffre con voi, piange e prega con voi'', ha detto alla gente del posto, annunciando aiuti del governo per le vittime.
PUTIN, NON CEDERE A RICATTO E UNITI VINCEREMO
 

Senza pudore PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Venerdì 03 Settembre 2004 01:00

Israele: “forse attaccheremo la Siria”. Insaziabili ed ingordi, i guerrafondai del Medio Oriente non se la prendono, guarda caso, con un regime integralista ma con uno stato laico, sociale e nazionale. E continuano a cianciare di scontri tra religioni.

Israele potrebbe considerare la possibilita' di un'azione militare contro la Siria, accusata di essere coinvolta nel duplice attentato di martedi' a Beersheeba, costato la vita a 16 persone. ''Credo che sia possibile condurre attacchi attraverso una corretta selezione degli obiettivi, in un dosaggio corretto'', ha detto il vice ministro della Difesa israeliano Zeev Boim, precisando che lo Stato ebraico fara' comunque il possibile per evitare ''una conflagrazione piu' generale, che non e' certo nel nostro interesse'', se decidesse di colpire il territorio siriano.
Secondo fonti del governo dello Stato ebraico, mente degli attentati di due giorni fa sarebbe Moussa Abu Marzook, un leader di Hamas che vive a Damasco e che e' ricercato anche dagli Stati Uniti. ''Non esiste l'immunita' e, se necessario, agiremo''.
Un altro attacco al governo di Damasco arriva dal ministro degli Esteri israeliano, Sylvan Shalom. ''La Siria continua a essere coinvolta in atti di terrorismo -ha detto il ministro alla radio israeliana-. La Siria e' responsabile di atti di terrorismo e di fornire sostegno al terrore, perche' questo Paese ospita i quartier generali delle organizzazioni terroristiche ed e' da Damasco che partono gli ordini di compiere gli attentati''.
Ma Hamas respinge le accuse israeliane secondo cui il doppio attentato terroristico di martedi' a Beersheeba sarebbe stato ordinato dalla leadership politica del movimento di resistenza islamico a Damasco. ''Sono un nuovo pretesto per continuare l'aggressione al popolo palestinese'', si legge in una nota del gruppo.
Gia' il 5 ottobre dello scorso anno, all'indomani di un attentato ad Haifa costato la vita a 20 persone, Israele bombardo' quello che aveva indicato essere una base di addestramento della Jihad islamica in Siria.

 
Putin ce la fa ancora una volta PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Venerdì 03 Settembre 2004 01:00

I corpi speciali russi riescono a liberare la scuola occupata mettendo fine ad un incubo e ad una situazione che pareva ingestibile. Sgomenti di fronte alla viltà di chi rapisce – e soprattutto di chi fa rapire – i bambini.

Beslan, 3 set. - Forze speciali russe hanno dato il via al blitz nella scuola di Beslan, nell'Ossezia del Nord. Alle dodici e zerosei le forze speciali russe hanno liberato la scuola dove un commando armato mercoledi' aveva preso in ostaggio centinaia di persone. Gli ostaggi erano riusciti a fuggire dopo che due violentissime esplosioni erano risuonate in mattinata. A fornire l'informazione sul numero degli ostaggi, circa 1500, e' stata una giovane, la 27enne Zalina Dzandarova, una dei pochi tra donne e bambini lasciati andare ieri dai sequestratori, citata dal quotidiano 'Kommersant'. "Sapete, la' dentro non ci sono trecento persone, ma tutte insieme sono 1.500. La gente e' costretta a giacere sul pavimento, gli uni sopra agli altri", ha dichiarato. Un altro ex ostaggio intervistato dal giornale 'Izvestia', che non ne rivela le generalita', ha confermato tale numero. "Nella scuola non ci sono meno di 1.500 ostaggi", ha ribadito l'uomo. "I bimbi piu' piccoli sono molto spaventati, ma si sono comportati in modo disciplinato. Del resto, se i ragazzini cominciavano a piangere, i miliziani sparavano in aria e urlavano loro di darsi una calmata. Hanno dichiarato che hanno un'unica richiesta", ha continuato l'anonimo ex ostaggio, "che le forze federali lascino la Cecenia. In generale, quelli parlavano molto poco... l'ambiente e' grande, vasto, ed e' difficile sentire senza microfoni, ma quello e' cio' che abbiamo udito". Dal canto suo la ragazza liberata ha raccontato: "Ci hanno suddivisi. Quelli che si sentivano particolarmente male sono stati messi nei bagni. I prigionieri maschi hanno dovuto rompere il vetro a una finestra, perche' nella palestra dove si trovavano non c'era modo di respirare". All'alba erano stati riavviati i contatti tra le autorita' e il commando di guerriglieri. Prima pero' la tregua di fatto notturna era stata rotta da un nuovo e ancora non chiarito scambio di colpi di arma da fuoco. Gli spari erano stati preceduti, poco dopo la mezzanotte ora locale, da almeno due violentissime esplosioni .

 
Se fossero palestinesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 02 Settembre 2004 01:00

Se i guerriglieri ceceni che tengono in ostaggio 132 bambini fossero palestinesi la stampa userebbe toni così moderati nel parlarne ? Avrebbe posto l’accento sull’eccezionalità della situazione ? Avrebbe omesso di ricorrere al termine “scontro di civiltà” ? Quel razzismo di bava e inchiostro.

Belsan, 2 set. - Ossezia, esplosione vicino alla scuola di Beslan, in mano ai terroristi 354 persone, 132 minori. Putin: "La Russia e' sotto attacco". - Detonazioni varie, tuttavia, si odono sporadicamente fin da ieri mattina, quando e' cominciato l'assedio all'istituto scolastico. Il ricorso alla forza per porre fine al sequestro delle 354 persone, e' per ora espluso. Lo ha detto il capo dei servizi di sicurezza FSB. Tra i sequestrati ci sono 132 bambini che ieri erano andati a scuola per il primo giorno di lezioni. La trattativa sembra difficile. I terroristi (che chiedono la liberazione di loro compagni e minacciano l'assassinio di 50 minori per ognuno di loro che sara' ucciso) hanno anche rifiutato l'offerta di fare arrivare cibo per gli ostaggi. Secondo il presidente russo Putin, piu' importante di qualsiasi altra cosa, in questo frangente, e' l'incolumita' degli ostaggi: "Qualsiasi azione delle nostre forze sara' dedicata ad assolvere a questo dovere", ha detto. L'ondata di attentati terroristici che ultimamente ha colpito la Russia, ha proseguito Putin, non e' intesa contro individui o obiettivi particolari: si vuole colpire la Russia nel suo insieme, ha detto il presidente. L'operazione dei terroristi a Beslan, ha commentato Putin, e' "orribile perche' fra gli ostaggi vi sono bambini", e perche' rischia di sconvolgere il delicato equilibrio fra le comunita' religiose ed etniche nel Caucaso".

 
''Esercito Islamico'' made in USA PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Santini   
Mercoledì 01 Settembre 2004 01:00

Nel calderone irakeno, accanto alla sacrosanta lotta di popolo contro l’occupante americano, compaiono gruppi e sigle dal volto più che ambiguo. L’ “Esercito Islamico” che ha ucciso Baldoni, in particolare, si distingue per colpire sempre obbiettivi funzionali a Washington ed al governo fantoccio dell’ex funzionario della CIA Allawi. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…



L'Esercito Islamico nasce, assieme ad una serie di formazioni
anti-sciite, subito dopo l'insediamento del governo Allawi e
l'inizio della rivolta sciita. Si accredita con il sequestro dei due
filippini e ottiene che i 50 soldati di Manila tornino a casa,
rilasciando gli ostaggi. Ma i filippini contano meno del due di
briscola, 50 soldati sono una bazzecola, che ci siano o meno non
interessa a nessuno. I filippini, poi, lavorano per una società di
 
Bush show PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 31 Agosto 2004 01:00

Ieri diceva che la guerra contro il terrorismo non sarà mai vinta, oggi dice che vincerà la guerra. Il problema non è tanto ciò che dicono, lui o Kerry; il problema è che la guerra non finirà mai. L'America ha voluto questo scontro di civiltà per rafforzare il loro dominio sul mondo, non ha certo interesse a che la guerra finisca. Certo, altra cosa è lo spettacolo messo su con infinite contraddizioni, per far piacere al popolo la guerra.

WASHINGTON, 31 AGO - 'Vinceremo la guerra contro il terrorismo',ha detto Bush parlando ai reduci all'American Legio a Nashville (Tennessee). E il presidente ha aggiunto: 'Sarebbe un disastro, se avessimo esitazioni. Con me al potere, non accadra'. Bush ha cosi' voluto attenuare il disorientamento causato da quanto aveva dichiarato ieri in un'intervista tv: 'La guerra contro il terrorismo non sara' mai vinta'.
 
La guerra civile planetaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Fini   
Giovedì 26 Agosto 2004 01:00

I valori nazionali, le appartenenze, la sovranità di uno stato nei suoi affari interni: tutto questo sembra esser stato spazzato via a partire dall’aggressione mondialista alla Serbia, la guerra che ha segnato la nascita del nuovo “diritto” all’ “ingerenza umanitaria”. Ovvero: in base a valori presuntamene universali si può andare dovunque nel mondo a “portare la democrazia” a suon di bombe.



Nel 1999 gli Stati Uniti e altri Paesi della Nato, fra cui l'Italia,
attaccarono la Jugoslavia violando il principio, fino ad allora mai
messo in discussione, della non ingerenza negli affari interni di
uno Stato sovrano. Ciò fu legittimato sulla base di una nuova
concezione dei rapporti internazionali e del diritto che li
regolava, secondo la quale esistevano valori etici universali,
sovrannazionali, superiori a quelli nazionali. Lo stesso è avvenuto
con la guerra all'Iraq che è stata legittimata sulla base del
principio che abbattere un tiranno e portare in un Paese la
democrazia è un valore più importante dell'intangibilità della
sovranità nazionale.

Ma se questo vale dall'esterno verso l'interno, dal sovrannazionale
al nazionale, vale anche in senso inverso, dal nazionale al
sovrannazionale. Se il nazionalismo, l'appartenenza, l'amor di
patria devono cedere davanti a principi etici più vasti, i serbi che
li condividevano avrebbero potuto - anzi dovuto - schierarsi con gli
Stati della Nato anche se stavano facendo la guerra al loro Paese.  

a scuola di sterminio PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 18 Agosto 2004 01:00

Truppe americane si addestrano in Israele per imparare le tecniche usate dagli israeliani contro la popolazione civile palestinese. (demolizioni di case a loro piacimento incluse). Certamente gli americani hanno scelto degli ottimi maestri.

GERUSALEMME, 18 AGO - Unita' dell'esercito degli Stati Uniti si stanno addestrando in Israele a combattere contro la guerriglia urbana in Iraq. Lo riferisce oggi il Jerusalem Post. I militari Usa studiano le tecniche adottate dalle truppe israeliane nella lotta contro i gruppi armati palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. L'esercito americano in Iraq avrebbe gia' adottato alcune forme di lotta impiegate Territori: posti di blocco, demolizione di case dei sospetti, uso di cani antiesplosivo.
 
Costretti a morire PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 18 Agosto 2004 01:00

Saddam non c'è più e le condizioni di vita del popolo iracheno sono peggiorate in modo catastrofico. In tutto l'Iraq ormai è guerra vera. Gli Usa richiamano i soldati dall'Europa per spostarli sul fronte iracheno. Inviano anche molti riservisti. Ma ora anche i militari incominciano a protestare: - chi va in Iraq muore - dicono.

WASHINGTON, 18 AGO- Un riservista Usa ha denunciato Rumsfeld per averlo costretto a proseguire la sua missione in Iraq dopo il periodo previsto dal contratto. Il querelante, un militare con 9 anni di servizio attivo alle spalle, era partito per l'Iraq per una missione conclusasi nel dicembre 2003. Tornato negli Usa, ha raggiunto una base per un contratto che scadeva il 21 dicembre 2004. Ma a luglio ha saputo che il suo contratto era stato prolungato di 2 anni e che la sua unita' doveva andare in Iraq.
 
I nuovi barbari PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 07 Agosto 2004 01:00

Hanno detto che presto l'Iraq sarebbe cambiato in meglio. Con la democrazia e il nuovo governo, la civiltà (quella occidentale) avrebbe cambiato le cose. Ora si rendono conto che hanno prodotto il caos più totale. Gli invasori vengono odiati dagli oppositori di Saddam e dai suoi sostenitori. Così cercano di fermare il caos con gli stessi medoti che usava il vecchio regime. Tremendamente ridicolo!

"la diretta"

........13.30 - GOVERNO, RIPRISTINATA PENA DI MORTE. Il governo ad interim iracheno ha ripristinato oggi la pena di morte per un limitato numero di delitti, compresi omicidio, sequestro di persona e reati legati agli stupefacenti. Lo ha annunciato un responsabile governativo. La pena capitale era stata sospesa in Iraq dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein, nell'arile 2003.
Il responsabile ha precisato che la pena di morte sarà in vigore non appena il relativo decreto sarà stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

 
<< Inizio < Prec. 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.

pornbox.cc jav-legend.com