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Conflitti
Costretti a morire PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 18 Agosto 2004 01:00

Saddam non c'è più e le condizioni di vita del popolo iracheno sono peggiorate in modo catastrofico. In tutto l'Iraq ormai è guerra vera. Gli Usa richiamano i soldati dall'Europa per spostarli sul fronte iracheno. Inviano anche molti riservisti. Ma ora anche i militari incominciano a protestare: - chi va in Iraq muore - dicono.

WASHINGTON, 18 AGO- Un riservista Usa ha denunciato Rumsfeld per averlo costretto a proseguire la sua missione in Iraq dopo il periodo previsto dal contratto. Il querelante, un militare con 9 anni di servizio attivo alle spalle, era partito per l'Iraq per una missione conclusasi nel dicembre 2003. Tornato negli Usa, ha raggiunto una base per un contratto che scadeva il 21 dicembre 2004. Ma a luglio ha saputo che il suo contratto era stato prolungato di 2 anni e che la sua unita' doveva andare in Iraq.
 
I nuovi barbari PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 07 Agosto 2004 01:00

Hanno detto che presto l'Iraq sarebbe cambiato in meglio. Con la democrazia e il nuovo governo, la civiltà (quella occidentale) avrebbe cambiato le cose. Ora si rendono conto che hanno prodotto il caos più totale. Gli invasori vengono odiati dagli oppositori di Saddam e dai suoi sostenitori. Così cercano di fermare il caos con gli stessi medoti che usava il vecchio regime. Tremendamente ridicolo!

"la diretta"

........13.30 - GOVERNO, RIPRISTINATA PENA DI MORTE. Il governo ad interim iracheno ha ripristinato oggi la pena di morte per un limitato numero di delitti, compresi omicidio, sequestro di persona e reati legati agli stupefacenti. Lo ha annunciato un responsabile governativo. La pena capitale era stata sospesa in Iraq dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein, nell'arile 2003.
Il responsabile ha precisato che la pena di morte sarà in vigore non appena il relativo decreto sarà stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

 
Vero pentathlon ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Viminale teme attentati contro i nostri atleti. In Grecia saranno costantemente seguiti dagli uomini della sicurezza Giochi blindati: le teste di cuoio italiane si uniscono agli agenti dell’Fbi e ai rambo inglesi e israeliani

Sotto “protezione”. Alle prossime Olimpiadi di Atene sarà rafforzata la presenza degli addetti alla sicurezza al seguito della squadra italiana. Esperti dell’antiterrorismo che veglieranno sui nostri atleti in coordinamento con gli apparati della polizia greca. Una misura speciale voluta dal Viminale, che teme attentati contro la nostra comitiva. In seguito alle continue minacce via Internet lanciate verso il nostro Paese in questi ultimi giorni. I nostri “agenti” non potranno però girare armati, al contrario degli americani dell’Fbi e degli uomini dell’intelligence di Gran Bretagna e Israele. Intanto ben 31 colombe sono in volo da Roma ad Atene con messaggi di pace che saranno letti prima dell’apertura dei Giochi.

 
Con Saddam non succedeva PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 01 Agosto 2004 01:00

Massacri alla bomba nelle chiese in Iraq. Ecco un altro dei risultati raggiunti dai nuovi crociati dell’occidente. Che, ricordiamo, fanno base in paesi “moderati” dove i culti cristiani sono proibiti. Non come ai tempi del Rais.

Iraq: 4 chiese cristiane di Baghdad e 2 di Mosul colpite da altrettanti attentati, 12 morti il bilancio ancora provvisorio. Quattro autobombe sono esplose in rapida successione; la prima e' stata fatta saltare da un kamikaze di fronte alla chiesa armena nel quartiere di Karada, seguita pochi minuti dopo da un'altra di fronte a una chiesa cattolica di rito siriaco. Quasi contemporaneamente altre due chiese, una delle quali di rito caldeo, sono state colpite a Mosul, nel nord del Paese. Una quindicina di feriti e' stata trasportate all'ospedale Ibn al-Nafeez di Baghdad. La comunita' cristiana in Iraq conta circa 800mila fedeli di rito caldeo, armeno e siriaco. E' stato liberato oggi, sano e salvo, il cittadino libanese Vladimir Damaa, sequestrato due giorni fa in Iraq. La notizia della liberazione dei 7 camionisti stranieri e' stata invece smentita da Hismam al-Dulaymi, la personalita' irachena che ha condotto le trattative con i sequestratori dei camionisti. "Non sono stati rilasciati, le trattative sono ancora in corso", ha detto, e ha riferito che, anzi, "sono sorte delle complicazioni". Si e' comunque detto fiducioso nel buon esito della sua medizione. Un soldato americano e' stato ucciso e' altri due feriti dall'esplosione di un ordigno rudimentale vicino a Samarra, a nord di Baghdad. La deflagrazione, hanno fatto sapere fonti militari, ha investito il convoglio statunitense alle 12,30 locali. Almeno sei iracheni sono rimasti uccisi, e 30 feriti, in un nuovo bombardamento aereo che si e' abbattuto stanotte su Falluja, citta' focolaio endemico della resistenza, a ovest di Baghdad. Ed è di quattro morti e piu' di 50 feriti il bilancio di un attentato dinamitardO avvenuto stamane a Mosul. Infine a Baghdad invece l'esplosione di un ordigno rudimentale ha causato stamane la morte di un uomo e di una donna.

 
Gli USA proteggono i “terroristi buoni” PDF Stampa E-mail
Scritto da Arabmonitor   
Venerdì 30 Luglio 2004 01:00

Il governo USA concede protezione ai Mujaheddin Khalq iraniani, fino a poco tempo fa considerati terroristi tanto dall’UE che dalla stessa amministrazione statunitense. Una protezione con riserva: i Mujaheddin saranno considerati "combattenti per la libertà e la democrazia" solo finché serviranno in funzione anti-iraniana; dopodiché potrebbero presto tornare nella lista dei cattivi.

Washington, 27 luglio - Con un gesto provocatorio che la dice lunga sui principi ai quali fa riferimento l'amministrazione statunitense, il Dipartimento di Stato ha confermato che gli Usa hanno concesso la protezione ai quattromila aderenti ai Mujaheddin Khalq iraniani che si trovano in Iraq. Organizzazione che si è resa responsabile di numerosi atti terroristici nei confronti dell'Iran, classificato come gruppo terroristico sia dall'Unione europea che dagli Stati Uniti, i Mujaheddin Khalq hanno prosperato nell'Iraq di Saddam Hussein.

Dopo l'occupazione del Paese ad opera degli anglo-americani, il gruppo è stato sommariamente disarmato e minacciato di espulsione, ma evidentemente si è preferito attendere in vista di un loro eventuale futuro impiego nello sforzo di destabilizzare la Repubblica islamica. Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Adam Ereli ha affermato che la protezione accordata al gruppo non mette i Mujaheddin Khalq al riparo da eventuali azioni giudiziarie. Tradotto significa che se l'amministrazione americana li vorrà utilizzare per operazioni anti-iraniane, saranno classificati come "combattenti per la libertà e la democrazia", nel caso in cui non servissero, potrebbero essere considerati dei terroristi.

 
verso Robocop PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Giovedì 29 Luglio 2004 01:00

Ai soldati inglesi in Iraq somministrano farmaci per restare svegli. Ogni sistema è buono basta che si ottenga il risultato voluto. Non importa niente se ad essere messa in pericolo è la salute degli uomini, così come è accaduto per il "caso" uranio impoverito.

LONDRA, 29 LUG - Il ministero della Difesa Gb ha acquistato, per i propri soldati in Iraq, pillole che aiutano a restare svegli per lunghi periodi. Il ministero - scrive il quotidiano 'Guardian' - ha acquistato dal 1998 circa 24.000 pillole di Provigil, un farmaco utilizzato per curare disordini del sonno. Secondo l'agenzia dell'esercito per le forniture sanitarie, 4.000 pillole di Provigil sono state distribuite nel 2002, alcuni mesi prima dell'entrata in guerra contro l'Iraq.

 
La “civiltà” continua a progredire in Afghanistan PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Mercoledì 28 Luglio 2004 01:00

Dopo aver massacrato la popolazione civile per rilanciare la coltivazione del papavero d’oppio, vietata dai Talebani, gli americani hanno ottenuto un altro successo: i medici volontari lasciano il paese divenuto troppo pericoloso

Dopo 24 anni Medici senza frontiere lascia l'Afghanistan. L'annuncio e' stato dato dall'organizzazione umanitaria in un comunicato in cui denuncia "uccisioni, minacce e l'insicurezza" del Paese dell'Asia centrale. Una portavoce ha spiegato che il ritiro e' dovuto alle uccisioni dei volontari di Msf (a giugno erano morti in un attacco nella provincia nordorientale di Baghdis un belga, un norvegese, un olandese e due afghani) ma anche alla delusione verso le autorita' di Kabul per il modo in cui sono state condotte le successive indagini. Solo quest'anno in Afghanistan sono stati uccisi piu' di 20 operatori umanitari.

 
Uranium PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Martedì 27 Luglio 2004 01:00

Frettolose e secche smentite delle autorità militari sul contagio di nostri soldati in Iraq. Anche i non contagiati avrebbero avuto la raccomandazione di non procreare nei prossimi tre anni. Le autorità smentirono anche per il Kossovo, poi i nostri soldati iniziarono a morire come mosche.

Al Celio di Roma non ci sono militari provenienti dall'Iraq reclusi all'oscuro dei familiari. Sarebbe sequestro di persona. Sentono tutti i giorni le proprie famiglie, non c'e' alcuna situazione medica poco chiara". A Cagliari per presentare uno studio geoambientale sul poligono interforze di Quirra, il sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu ha seccamente smentito le accuse di associazioni di militari e di loro familiari, rimbalzate sulla stampa, cheavevano denunciato la presenza nell'ospedale romano di soldati gravemente ammalati reduci da missioni in Iraq.
Cicu ha anche riferito di aver parlato con il generale Michele Donvito, al quale, durante un'audizione del 29 giugno
scorso davanti alla commissione difesa della Camera, era stata attribuita la raccomandazione ai militari che operano in zone di possibile inquinamento da uranio impoverito di non mettere al mondo figli per almeno tre anni. "Mi ha detto di non aver mai rilasciato dichiarazioni simili", ha dichiarato il sottosegretario, "e di aver insistito invece sui necessari
accorgimenti che i militari devono prendere quando operano in zone pericolose sotto ogni punto di vista, non solo per
l'eventuale presenza di uranio impoverito".

 
Una mira da pianto PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Lunedì 26 Luglio 2004 01:00

I tanto decantati militari israeliani mancano completamente l’obiettivo e falciano i passanti a Gaza dall’alto degli elicotteri Apache. Un errore ? A Sharon serve una rapida reazione palestinese per evitare il ritiro annunciato da alcuni appezzamenti occupati.

Almeno quattro persone, tutte semplici passanti, sono rimaste ferite in seguito al raid missilistico compiuto in mattinata da due elicotteri d'assalto israeliani del tipo Apache contro una casa di Zeitoun, sobborgo orientale di Gaza citta' considerato una vera e propria roccaforte dei gruppi radicali palestinesi. Lo hanno denunciato fonti sanitarie e delle forze di sicurezza dell'Autorita' Nazionale Palestinese, secondo cui tre sono stati i missili aria-terra lanciati dai velivoli, solo due dei quali peraltro sono esplosi. Obiettivo dell'attacco e' stata l'abitazione di un dirigente di Hamas, Abu Malik Jindiah, in passato legato anche alla Jihad Islamica, il quale pero' non e' stato colpito.

 
Prosegue la tragedia americana PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Venerdì 23 Luglio 2004 01:00

I crociati della “civiltà” continuano a morire nell’Iraq “pacificato”. La più grande forza militare di tutti i tempi continua a collezionare insuccessi, come sempre, come ovunque.

Due soldati americani sono rimasti vittima di una bomba esplosa al passaggio del loro convoglio a Samarra, citta' nel nord dell'Iraq dove e' molto forte la resistenza sunnita. Lo hanno reso noto le forze statunitensi.

Intanto i militari Usa hanno compiuto un raid aereo questa mattina a Fallujah mirato a colpire 10-12 terroristi che hanno collegamenti con la rete di Abu Mussab al Zarqawi, il giordano ritenuto il collegamento di Al Qaeda in Iraq. Lo rendono noto i militari americani, precisando che e' stata colpita un'abitazione che e' rimasta in piedi. Secondo fonti ospedaliere, ci sarebbero cinque feriti: due uomini, una donna e due bambini.

 
Il muro ? Un’attrazione turistica ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Domenica 18 Luglio 2004 01:00

Così il ministro del turismo israeliano risolve la questione del muro della vergogna. Un argomento robusto !

Lo ha dichiarato il ministro del turismo israeliano Gideon Ezra: "il muro sarà un'attrazione turistica. La barriera di sicurezza va aggiunta agli itinerari dei visitatori".
Secondo Ezra i tour operator israeliani dovrebbero sviluppare un "turismo della barriera....in modo da far capire ai visitatori del paese le ragioni di sicurezza della costruzione del muro"!

 
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