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Conflitti
Arabia Saudita: amnistia ai terroristi che si arrendono PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

RIAD (Arabia Saudita). A pochi giorni dall'uccisione di Abdulaziz Al Muqrin, leader della rete terroristica Al Qaida in Arabia Saudita, re Fahd ha offerto oggi un'amnistia agli estremisti islamici che si arrenderanno entro un mese.

«Coloro che si arrenderanno volontariamente entro un mese dalla data di questo discorso...saranno trattati secondo la legge di Dio», ha dichiarato il principe ereditario Abdullah in un discorso pronunciato a nome del sovrano, anziano e malato, e trasmesso dalla televisione di Stato saudita.

«Proclamiamo, per l'ultima volta, un'amnistia a favore di tutti coloro che hanno commesso crimini in nome della religione», ha detto il principe Abdullah.

«A tutti coloro che appartengono a questo gruppo (di estremisti), che non sono stati arrestati, offriamo l'occasione di pentirsi», ha proseguito il principe ereditario, che guida di fatto il ricco Paese petrolifero a causa della salute cagionevole di re Fahd.

Non è questa la prima volta che - dall'inizio degli attacchi terroristici nel ricco regno petrolifero nel maggio dello scorso anno - le autorità di Riad chiedono ai militanti islamici di consegnarsi alle autorità in cambio di una più o meno completa immunità.

La prima di tali offerte venne lanciata il 27 giugno dell'anno scorso dopo la resa di Ali Abdulrahman al-Faqàsi al-Ghamdi, uno dei principali sospettati per gli attacchi suicidi compiuti a Riad il precedente 12 maggio, che provocarono la morte di 35 persone (tra cui otto americani) e quasi 200 feriti. Fu allora che i responsabili della sicurezza saudita invitarono tutti i presunti terroristi ancora in libertà ad arrendersi.

Al-Ghamdi, ritenuto dagli Usa il cervello dei primi attentati che sconvolsero Riad, si era consegnato al vice-ministro degli interni saudita, principe Mohammed bin Nayef, nella residenza di quest'ultimo a Gedda.

«Penso che si sia arreso al principe dopo le preghiere del mattino» dichiarò all'epoca il ministro degli interni, principe Mohammed bin Nayef bin Abdul Haziz, al quotidiano saudita Okaz. Secondo fonti Usa invece, il presunto terrorista sarebbe stato catturato dalle forze della sicurezza.

Le fonti saudite, dal canto loro, hanno sempre insistito sulla sua resa poichè - sostenevano - nessuna trattativa era stata intrapresa e quindi Al-Ghamdi si sarebbe consegnato volontariamente, fatto questo che, secondo le autorità di Riad, sarebbe stato in un secondo tempo preso in considerazione, come attenuante, in sede di giudizio sulla base della legge islamica (Sharia).

«Tutti i ricercati dovrebbero arrendersi perchè non hanno alternative dal momento che le forze di sicurezza, prima o poi, li cattureranno ed è meglio per loro scegliere la resa», aveva dichiarato allora il ministro degli interni.
 
Ci provano, ci provano PDF Stampa E-mail
Scritto da Adn kronos   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Sventato (?) un attentato in Turchia al Presidente Bush. Vogliono sospingere Kerry o sono pietosi tentativi di riprodurre una solidarietà nei confronti del Presidente in carica ?

Due attentati dinamitardi, a Istanbul con almeno due morti, e a Ankara con tre feriti, hanno colpito la Turchia a pochi giorni dalla visita del presidente americano George W. Bush e dal vertice della Nato che si terra' nella citta' sul Bosforo.

Ad Ankara un pacco bomba e' esploso in tarda mattinata vicino all'Hotel Hilton nella parte meridionale della capitale, dove sabato notte dovrebbe alloggiare Bush. Tre persone, fra cui due poliziotti, sono rimasti feriti.L'attentato e' stato poi rivendicato da un gruppo estremista marxista.

Poche ore dopo un altro ordigno e' esploso in un autobus a Istanbul che transitava nei pressi di un ospedale nel quartiere residenziale di Fatih. Secondo la televisione Ntv, due persone sono morte e sette sono state ferite. Ma secondo testimoni citati dall'agenzia britannica Reuters, i morti sono quattro.

 
A più miti conigli PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Gli iraniani, resisi forse conto della trappola in cui erano caduti, provano a calmare il gioco restituendo all’Inghilterra i marinai che avevano invaso le loro acque territoriali.

Teheran, 24 giu. - Sono stati consegnati ai diplomatici del loro paese gli otto militari britannici, sei fanti da sbarco e due marinai, fermati lunedi' scorso dopo che avevano sconfinato in acque iraniane, nello Shatt al Arab. In mattinata il gruppetto, si e' appreso, e' partito in aereo per Teheran. Non e' dato sapere quando i militari, che facevano da istruttori ai militari iracheni addetti al pattugliamento fluviale, saranno autorizzati a tornare in Gran Bretagna.

 
Lo Spettacolo del Terrore: nuova puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Un altro episodio del serial orwelliano. Altri sessanta morti in Iraq: ci abituiamo a considerare esotica e incerta la periferia. In attesa delle periferie interne allle metropoli del nostro pseudo impero

Baghdad, 24 giu. - Sono nel complesso almeno 75 i morti e 268 i feriti a causa dell'ondata di attacchi, imboscate, attentati suicidi o meno e combattimenti sul campo, tutti palesemente coordinati tra loro, che dall'alba di oggi hanno insanguinato l'Iraq centro-settentrionale: nel cosiddetto 'Triangolo Sunnita', comprendente Falluja, Ramadi e Baquba; a Mosul, piu' a nord; e nella stessa Baghdad. E' un mero bilancio ufficiale, reso noto dal ministero ad interim per la Sanita'. Un po' ovunque, tranne forse a Falluja ove e' stata concordata l'ennesima tregua(che non si sa quanto potra' resistere), si continua a combattere; a Ramadi solo in extremis e' stato fermato un kamikaze, e ulteriori potrebbero apprestarsi a colpire. Solo per un miracolo non ha provocato vittime l'abbattimento di un elicottero d'assalto statunitense del tipo Cobra, centrato dai tiri degli insorti a Baquba, mentre stava partecipando a operazioni di bombardamento. Pilota e co-pilota sono riusciti a salvarsi e sono poi stati recuperati dai marines, ma non altrettanto fortunati sono stati tre loro commilitoni, due uccisi a Baquba e il terzo altro a Mosul, dove sono rimasti feriti altri tre soldati. Gli attacchi di Baquba sono stati rivendicati con un comunicato da Abu Mussab al-Zarqawi, il braccio operativo in Iraq di 'al-Qaeda'. Il computo delle vittime piu' sanguinoso e' quello di Mosul, ove nell'arco di pochi minuti si sono susseguiti non meno di cinque attentati dinamitardi, quattro dei quali compiuti con auto-bombe; c'e' pero' che sostiene che le esplosioni risuonate in citta' in rapida successione sono state sette. In tutto sono rimaste uccise come minimo 44 persone, che stando a un'altra versione sarebbero invece una cinquantina, e 216 hanno riportato lesioni, in molto casi gravissime. A Baquba i morti sono stati una ventina solo tra gli iracheni. A Falluja e Ramadi di morti al momento se ne contano nove e di feriti 27. A Baghdad infine hanno perso la vita quattro agenti della Guardia Nazionale; fonti ospedaliere parlano di cinque.
 
Per mettervi di buon umore PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi/Afp   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

Un rocambolesco scomparire ed apparire di pc paralizza il Mossad. Non è servita neppure la sasser.

Gerusalemme, 24 giu. - Il furto di un computer ha determinato una paralisi nelle attività degli 007 israeliani.
Gli agenti sono stati costretti a osservare un periodo di riposo forzato dopo che lunedì notte un pc portatile con la lista dei loro nomi in codice è stato trafugato dalla casa di uno psicologo della polizia.
Il pc è stato recuperato in Cisgiordania e gli inquirenti sono convinti che il furto è opera di ladri comuni,
probabilmente ignari del suo prezioso contenuto, che lo hanno venduto ricavandone una grossa cifra. I responsabili dei servizi non hanno, tuttavia, la certezza che le informazioni segrete contenute nel pc non sono state visionate e magari copiate per cui tutte le attività degli 007 restano per il momento sospese.

 
Terrorismo: Riad, agli stranieri il porto d'armi PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Giovedì 24 Giugno 2004 01:00

ci si prepara al caos totale in Arabia Saudita. Una lotta stile "far west" come in Iraq. Da una parte i terroristi e dall'altra stranieri armati. Tutto rientra nel progetto di destabilizzazione targato Usa.

I cittadini stranieri che si sentono minacciati dall'escalation del terrorismo avranno il permesso di girare armati. Lo ha comunicato il ministro dell'interno saudita, principe Aziz: 'In linea di principio, un cittadino saudita ha il diritto di girare armato se ha un porto d'armi. Allo stesso modo uno straniero residente nel regno, se si sente in pericolo, puo' ottenere un permesso per portare con se' un'arma'.
 
Iraq: madre ostaggio decapitato, maledetto governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 23 Giugno 2004 01:00

La famiglia dell'ostaggio sudcoreano Kim Sun-Il, decapitato ieri in Iraq, accusa il 'maledetto governo' di Seul di averle ucciso il figlio.

La Corea del sud aveva confermato l'invio di altre truppe dopo il rapimento e le minacce dei terroristi legati Al Qaida. 'Mio figlio e' stato ucciso dal governo', ha detto la madre del giovane interprete di lingua araba. 'Maledetto governo -ha detto- che ha deciso di inviare le truppe mentre ci rassicurava sui tentativi di salvare mio figlio'.
 
Peru': bambini di 6-8 anni fabbricano pasta base cocaina PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 23 Giugno 2004 01:00

In Peru', bambini di 6-8 anni vengono utilizzati dai narcotrafficanti per la trasformazione delle foglie di coca in pasta base della cocaina

Lo ha denunciato la Commissione nazionale per lo sviluppo e la vita senza droga, diffondendo anche un video che mostra bambini che schiacciano le foglie in fosse per la macerazione, esposti agli effetti nocivi degli agenti chimici utilizzati nel processo. Sono sempre piu' i contadini che creano pozzi di macerazione per aumentare gli introiti.
 
Torture: Rumsfeld approvo' maltrattamenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 23 Giugno 2004 01:00

Rumsfeld approvo' l'uso di interrogatori aggressivi per i militanti di Al Qaida e taleban detenuti nella base Usa di Guantanamo, a Cuba.

Fra i metodi previsti c'era quello di obbligare i prigionieri a stare in piedi fino a 4 ore di seguito, la privazione di luce e l'uso di cani per atterrire. E' quanto emerge da documenti resi noti dalla Casa Bianca, secondo quanto scrive oggi la Bbc online. Il decalogo per gli interrogatori a Guantanamo fu poi sconfessato.
 
Saddam: per presidente tribunale rischia pena di morte PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Martedì 22 Giugno 2004 01:00

L'ex presidente iracheno Saddam Hussein potrebbe essere condannato alla pena di morte se riconosciuto colpevole di crimini di guerra.

BAGHDAD. Lo ha detto Salem Chalabi, presidente del tribunale iracheno che lo processerà, intervistato per telefono dalla Bbc. Secondo Chalabi, Saddam potrebbe essere messo a morte se il nuovo governo provvisorio iracheno, dopo il passaggio dei poteri il 30 giugno prossimo, revocherà la moratoria sulla pena capitale decretata dall'amministratore Usa in Iraq, Paul Bremer.

'Lo statuto del tribunale dice che chiunque sia riconosciuto colpevole dei reati di omicidio o stupro riceve quello che la legge irachena prevedè, ha dichiarato Chalabi. «Se la sospensione imposta dall'ambasciatore Bremer viene revocata, c' è la possibilità che venga imposta la pena di morte», ha aggiunto. Chalabi ha sottolineato che il tribunale da lui presieduto spera di poter emettere ordini d'arresto contro l'ex rais e altri gerarchi del deposto regime, e di poterli prendere in custodia nel giro di qualche settimana o mese.

Egli ha precisato che il tribunale per i crimini di guerra sta ancora formando i suoi giudici e mettendo mano a un programma per la protezione dei testimoni.

 
New Global PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Lunedì 21 Giugno 2004 01:00

Il drammatico war game in Iraq coinvolge nazioni sempre più numerose. Dieci ostaggi insieme al coreano minacciato di morte.

Seul, 21 giu. - La guerriglia irachena ha in mano anche una diecina di ostaggi stranieri, catturati insieme al sudcoreano, che ora rischia di essere trucidato. Lo ha rivelato all'agenzia Yonhap il presidente della ditta per cui lavora il 33enne Kim Sun-il.
Kim chun-ho, presidente della Gana General Trading, ha reso noto che un mediatore inviato a Falluja per negoziare con i rapitori ha visto altri dieci stranieri ostaggi, tra i quali almeno un giornalista europeo.

 
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