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Conflitti
Le ciambelle col buco 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 12 Settembre 2004 01:00

La devastazione degli uffici Onu in Afghanistan, è propriamente svantaggiosa alla linea-Kerry che poi consiste nell’intensificare le pratiche criminali di Bush trascinandoci tutti quanti sotto l’ombrellino dell’Onu, quel fantoccio che tanto piace a borghesucci progressisti e pacifinti.

Una folla di sostenitori del signore della guerra afghano Ismail Khan ha attaccato e dato alle fiamme gli uffici del'alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) e della missione di Assistenza delle Nazioni Unite a Herat. Secondo un testimone, la folla manifestava contro la rimozione di Khan da governatore della provincia, decisa dal presidente Hamid Karzai. I dimostranti hanno urlato slogan contro il capo di stato e contro gli Stati Uniti e a nulla e' servita la presenza di centinaia di uomini delle forze armate afghane e statunitensi dispiegate in citta'.

 
Le ciambelle col buco 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 12 Settembre 2004 01:00

La misteriosa morte in volo del Patriarca Ortodosso di Alessandria può segnare un altro passo avanti nella strategia spettacolare di terrore di massa che viene perseguita dagli Stati Uniti nel segno dello “scontro di civiltà”. Ovvero di guerre etniche e di religione.

Atene, 12 set. - Il corpo di Pietro VII, patriarca di Alessandria e di tutta l'Africa, e' stato recuperato nell'Egeo, dove ieri si era inabissato l'elicottero con cui stava raggiungendo il monte Athos. Ne ha dato notizia uno dei religiosi della comunita' greco-ortodossa, Padre Epifanio, secondo il quale si continua a cercare i resti di otto delle 17 persone che si trovavano a bordo del Chinook dell'aviazione greca.
Intanto il capo di stato maggiore delle forze aeree ellenica, generale Panayotis Papanikolau, e' stato licenziato per gravi responsabilita' nel ritardo dei soccorsi. Anche il ministro della Difesa, Spilios Spiliotopulos, ha presentato le dimissioni al premier Costas Caramanlis, che le ha respinte. "Non ci sono responsabilita' politiche" ha detto il capo del governo, "ma solo una falla nella catena di comunicazioni delle forze armate. Ci sono persone che devono rispondere dei ritardi nelle informazioni riguardo la perdita dell'elicottero". Resta da chiarire cosa abbia causato l'incidente al Chinook, uno dei piu' sicuri elicotteri al mondo.

 
Il pianto del muro PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 12 Settembre 2004 01:00

La Procura d’Alta Corte di Giustizia impone a Sharon di abbattere parte del muro della vergogna. Come ne uscirà il governo guerrafondaio ? Allibratori scommettono su clamorosi attentati “palestinesi” nei prossimi giorni.

Gerusalemme, 12 set. - Israele riconsideraerà 200 chilometri del tracciato del muro di separazione, gia' costruito in Cisgiordania. Lo ha assicurato la Procura di Stato all'Alta Corte di Giustizia.
Il governo del premier Ariel Sharon aveva gia' promesso dei cambiamenti nel tracciato (in particolare, sembra che il premier sia disposto a ridisegnare il percorso in maniera che sia piu' vicino alla Linea Verde), ma non aveva mai ipotizzato di abbattere sezioni del muro gia' costruite. La revisione e' dovuta a una querelle sorta in relazione al tracciato nella zona dell'insediamento ebraico di Alfei Menasheh. Le famiglie palestinesi che abitano nell'area hanno chiesto che la sezione del muro venga modificata perche' isola gli abitanti di cinque villaggi dai terreni di loro proprieta'. I giudici della Corte Suprema hanno chiesto al governo di chiarire la sua posizione nei prossimi due mesi.

 
Lo spettacolo del terrore PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter   
Venerdì 10 Settembre 2004 01:00

Registi, finanziatori e attori del nuovo reality blood show. Quella linea retta di controllo che dall'estremo occidente porta in Medio Oriente e in Cecenia e ritorna in occidente sotto forma di terrore. Se ne parla l’11 settembre a Casa Pound alle ore 17

Sabato pomeriggio, alle 17, a Casa pound, via Napoleone III,8 a Roma si terrà un dibattito tra Gabriele Adinolfi, Marco Cochi (giornalista) e Aldo Di Lello (direttore della rivista di geopolitica Imperi) sui retroscena e sugli scopi reali del nuovo terrorismo globale.

 
Esercito Islamico dello Utah PDF Stampa E-mail
Scritto da Repubblica.it   
Venerdì 10 Settembre 2004 01:00

Il sedicente Esercito Islamico che tanto sta facendo parlare di sé per gli atti criminali commessi in Iraq (atti criminali che hanno la singolare peculiarità di colpire sempre chi è sgradito agli USA) usa per le proprie rivendicazioni un sito internet con provider statunitense. Sarà senz’altro un caso. O no?

[…]

Il sito www.iai.i8.com non esiste più. Per tre giorni ha ospitato l'ultima immagine di Enzo Baldoni, quella che Al Jazeera non aveva voluto mostrare per non urtare la sensibilità dei suoi spettatori. Una pagina di errore spiega che la 50megs, società scelta dall'Esercito islamico per la sua ultima incarnazione online, potrebbe aver rimosso il sito per violazione della sua "Acceptable Use Policy". E' l'ombrello sotto il quale è costretto a nascondersi chi fornisce hosting sul web: il provider non è responsabile per quello che i suoi clienti mettono in rete. I siti che pubblicano materiale illegale vengono chiusi. Di più non si fa. Di più, nella stragrande maggioranza dei casi, anche volendo, non si può fare.

"In un caso come quello della foto di Baldoni, ci sono due attori da considerare", spiega Corrado Giustozzi, esperto di informatica, collaboratore dell'Ufficio informatica dei carabinieri e membro del Comitato scientifico della polizia delle telecomunicazioni. "Da un lato - dice Giustozzi - c'è il provider che ospita il sito, contro il quale è praticamente impossibile rivalersi. Dall'altro c'è chi materialmente ha messo online le foto. Internet, al contrario di quanto si pensi, non è stata concepita come un network militare, non sono mai stati previsti parametri certi di identificazione. Il problema dello spam dimostra quanto sia difficile scoprire l'identità di chi conduce attività illegali online".

"Siti del genere vengono di regola aperti in paesi con cui non esistono accordi bilaterali", spiega il professor Giuseppe Italiano, del dipartimento di Informatica dell'Università di Roma, Tor Vergata. Nel caso dell'Esercito islamico, non è stata presa neanche questa precauzione: 50megs ha sede a Orem, nello Utah.

[…]

 
Non fa più notizia PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Giovedì 09 Settembre 2004 01:00

Altro raid a Falluja. Otto civili uccisi e sedici feriti. Una notizia che si legge frettolosamente e senz’attenzione, Hanno ormai banalizzato il gangsterismo

I raid aerei americani su Falluja hanno provocato la morte di 8 persone ed il ferimento di altre 16 alle prime ore di oggi. A riferirlo sono fonti dell'ospedale nella citta' irachena. Ufficiali americani hanno affermato che le forze aeree hanno sferrato un ''attacco di precisione'' contro una ''base operativa'' della guerriglia diretta da Abu Musab al-Zarqawi. L'edificio, si legge in un comunicato dei militari, ''veniva frequentemente utilizzato dai terroristi''.

Altre vittime anche nei pressi di Mosul dove divampano violenti gli scontri tra americani e insorti. Prime stime parlano di 25 morti e 60 feriti dopo gli attacchi sferrati dalle forze americane contro la guerriglia irachena nella cittadina di Tel Afar, nel nord del paese. A darne notizia e' stata l'emittente 'Al Arabiya'. Secondo le forze americane operative in Iraq, Tel Afar, non lontana da Mosul, sarebbe diventata nelle ultime settimane una nuova roccaforte degli estremisti.
 
Vogliono “liberare” anche il Sudan PDF Stampa E-mail
Scritto da Repubblica.it   
Giovedì 09 Settembre 2004 01:00

Colin Powell minaccia ignobilmente il Sudan, dove da anni milizie separatiste cristiane hanno scatenato una guerra civile. "E' un affare tribale interno", ha risposto il governo di Khartoum. Difficile che tale risposta plachi la furia dei gangster globali. Il copione messo in scena è infatti sin troppo simile alla farsa che ha portato all’aggressione serba. Auguri.

WASHINGTON - Nel Darfur - la regione occidentale del Sudan, teatro da anni di una sanguinosa guerra civile - è stato commesso un vero e proprio genocidio, a danno delle popolazioni di fede cristiana e animista: lo ha denunciato il segretario di Stato americano, Colin Powell. Che ha anche aggiunto, senza mezzi termini, che di questo massacro sono responsabili il governo del Sudan e le milizie islamiche dei "Janjawid", alleate di fatto delle truppe regolari.

E la risposta non si è fatta attendere: la questione del Darfur è un "problema tribale interno", ha detto oggi il ministro delle finanze sudanese. Chiudendo così la porta alle richieste americane.

Powell ha parlato della situazione in Sudan nel corso di una testimonianza davanti alla commissione Esteri del Congresso, a Washington. E ha lanciato una sorta di ultimatum: "Non possiamo più accontentarci di parole dal governo di Khartoum". Parole che dimostrano come gli Stati Uniti stiano aumentando le pressioni sul Sudan, per porre fine alla guerra civile. Non a caso, ieri gli Usa hanno presentato al Consiglio di sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione, in cui si chiede l'ampliamento del mandato della forza di controllo dell'Unita Africana (Ua) e dove si minacciano sanzioni, in particolare nel settore petrolifero, contro il governo di Khartoum.

E anche l'uso del termine "genocidio" fa parte della strategia americana. Certo, il ricorso al termine non comporta obblighi giuridicamente vincolanti per l'amministrazione, nell'intervenire in Sudan; ma è un fatto che una simile presa di posizione appare destinata a influenzare il dibattito diplomatico al Palazzo di Vetro.


"Parlare di genocidio non autorizza automaticamente l'uso della forza, ma dovrebbe cambiare la dinamica del negoziato in corso", ha osservato Nina Bang-Jensen, direttrice dell'organizzazione "Coalizione per la Giustizia Internazionale", che sul Darfur ha realizzato uno studio. Commissionato, appunto, dal dipartimento di Stato Usa. Ma comunque si tratta di un concetto che evoca "un imperativo morale e legale di agire".

(9 settembre 2004)

 
Se togliessero quei cappucci PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Mercoledì 08 Settembre 2004 01:00

Le ragazze italiane rapite erano impegnate da tempo immemore in difesa dell’Iraq. Se consideriamo gli ostaggi e gli assassinati delle cosiddette armate islamiche vien da chiedersi se gli autori appartengano ad una setta di adoratori del Masochismo.

Il governo italiano, che "segue con il massimo impegno" la vicenda delle due ragazze italiane sequestrate in Iraq, e' ""convinto che al terrorismo si risponde con l'unita' del paese" e ha promosso per oggi un incontro con i rappresentanti dell'opposizione. Gia' ieri sera il sottosegretario Letta ha avuto a tale fine una serie di colloqui telefonici". All'incontro, previsto per le 11, partecipano per la Margherita il coordinatore dell'esecutivo, Dario Franceschini, che e' a Roma; per i Ds, invece, andra' il segretario del partito Piero Fassino. E' quanto si legge nel comunicato diramato da Palazzo Chigi al termine del vertice di ieri presieduto da Silvio Berlusconi, insieme a Gianfranco Fini, e al quale hanno preso parte i ministri dell'interno, degli esteri e della difesa, con i capi dei servizi. Il Governo italiano, si legge nel comunicato stampa di palazzo Chigi "segue con il massimo impegno il sequestro delle nostre due connazionali che operavano in Iraq per ragioni umanitarie come volontarie dell'organizzazione non governativa 'Un ponte per', sequestro avvenuto a Bagdad ad opera di una banda armata che si e' autodefinita gruppo islamico". In particolare "il ministro degli esteri Frattini ha immediatamente sollecitato ed ottenuto, grazie anche alla comunita' di Sant'Egidio, un appello del portavoce del consiglio degli Ulema sunniti di Bagdad e di autorevoli rappresentanti sciiti del congresso iracheno. Gli esponenti religiosi hanno condannato con fermezza il rapimento e chiesto l'immediata liberazione delle ragazze. I firmatari del manifesto 'Musulmani di Italia' hanno condannato il sequestro e chiesto il rilascio degli ostaggi, in nome dei principi autentici dell'Islam". Il ministro degli esteri Frattini, informa ancora la nota, "ha inoltre avuto colloqui telefonici con il ministro degli esteri del Kuwait e con quello degli Emirati arabi uniti e con quello del Qatar. Frattini ha parlato infine con il ministro degli esteri iracheno".

 
Souvenir targati USA PDF Stampa E-mail
Scritto da Agr   
Mercoledì 08 Settembre 2004 01:00

Ad Hanoi otto morti a causa di ordigni risalenti alla guerra vittoriosa contro gli Stati Uniti risalente a circa trent’anni fa. Dalla fine del conflitto sono circa 38mila i morti causati dagli ordigni bellici americani.

HANOI (Vietnam) - Otto morti e tre feriti in Vietnam per due esplosioni di ordigni che risalivano alla guerra conclusa quasi trent'anni fa. Secondo i dati statistici forniti dal ministero vietnamita della Sicurezza pubblica, dalla fine della guerra sono rimaste uccise 38 mila persone in incidenti causati da ordigni bellici.

 
C’è chi può PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Martedì 07 Settembre 2004 01:00

Nuovo attacco israeliano contro i palestinesi alla ricerca evidente di una reazione che agevoli la politica dei falchi. In questoi caso per i giornalisti che hanno fatto a gara nel gargarizzarsi a proposito della “mancanza di moderazione” di Putin è tutto a posto ?

Gli israeliani bombardato questa notte, con elicotteri e carri armati, un campo di addestramento militare di gruppi armati palestinesi nella Striscia di Gaza, uccidendo almeno 14 miliziani, principalmente di Hamas, e ferendone altri 50 circa. . L'attacco - di cui hanno dato notizia fonti palestinesi locali e che e' stato successivamente confermato dall'esercito israeliano, secondo cui e' stato preso di mira ''un terreno in cui si addestravano terroristi di Hamas'' - e' avvenuto poco prima di mezzanotte (le 23 in Italia). L'incursione dei carri armati israeliani e' stata accompagnata da un bombardamento dell'aviazione su un campo di calcio ad Al Choujaiya, alla periferia orientale di Gaza City, in quel momento usato dai miliziani per una sessione di addestramento notturno. I gruppi armati palestinesi solitamente si addestrano di notte, in condizioni ritenute di maggiore sicurezza per loro.
All'addestramento nel campo di Al Choujaiya partecipavano questa notte, stando alle fonti, ''decine'' di miliziani principalmente delle Brigate Ezzedin Al Qassam, il braccio armato di Hamas; ma anche della Jihad Islamica e delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, legate ad Al Fatah (la principale componente dell'Olp, guidata dal presidente palestinese Yasser Arafat). I morti ed i feriti, tutti in tute di addestramento, sono stati trasferiti all'ospedale Al Chifa di Gaza City. Il bilancio dei morti, stando alle fonti, potrebbe appesantirsi nella notte. Alcuni feriti appaiono in condizioni gravi. I carri armati israeliani erano posizionati sulle colline del kibbuz di Nahal Oz, alla frontiera fra Israele e la Striscia di Gaza, stando alle fonti.
Un portavoce militare israeliano ha precisato che l'obiettivo ''era noto per essere un luogo di raduno per i terroristi di Hamas, dove si addestravano a collocare ed attivare ordigni esplosivi, a lanciare granate a razzo Rpg e razzi Qassam, e ad infiltrarsi in comunita' (ebraiche) e posizioni militari israeliane''. ''All'addestramento sovrintendevano terrroristi di primo piano di Hamas, che erano coinvolti in attentati letali e tentativi di attentato'', ha aggiunto il portavoce. Davanti all'ospedale si e' radunata una folla di centinaia di attivisti di Hamas, molti armati e mascherati, e di curiosi. ''Vendetta', vendetta'', gridavano alcuni. ''Un elicottero israeliano ha lanciato cinque missili sul campo'', ha detto un attivista di Hamas che partecipava all' addestramento. ''E' un grande massacro, che il nemico paghera' caro. Non dimenticheremo mai i nostri martiri'', ha affermato un altro. Il campo di calcio e' intitolato allo sceicco Ahmed Yassin, il fondatore e leader spirituale di Hamas, assassinato da Israele nel marzo scorso. L'attacco contro il campo di addestramento di Al Choujaiya e' intervenuto una settimana dopo il duplice attentato kamikaze contro due autobus perpetrato martedi' scorso a Beersheva, nel sud di Israele, da due terroristi di Hamas. L'attentato di Beersheva aveva provocato la morte di 16 civili israeliani, fra cui un bambino di 4 anni, ed il ferimento altre 100 persone. L'aviazione israeliana, a quanto si e' appreso da fonti palestinesi, ha bombardato con elicotteri e anche con cacciabombardieri. I velivoli hanno sorvolato a lungo la zona.
In un comunicato, il ministro degli Esteri palestinese Nabil

 
Quei francesi devono morire PDF Stampa E-mail
Scritto da France Presse   
Martedì 07 Settembre 2004 01:00

Così sembra la pensino gli americani che hanno catturato colui che si stava operando per la liberazione dei due reporters. Così I giornalisti francesi ritengono che la pensino gli americani.

Le forze militari americane di occupazioni, con plateale spiegamento di elicotteri e di blindati, hanno arrestato a Baghdad lo scorso 3 settembre Jabbar Al-Kubaysi, presidente dell’Alleanza patriottica irachena.

Jabbar Al-Kubaysi stava trattando pr ottener la liberazione dei giornalisti francesi Georges Malbrunot e Christian Chesnot. La loro liberazione, evidentemente, non sarebbe gradita dagli americani.

La categoria dei giornalisti francesi ha immediatamente chiesto spiegazioni alla Casa Bianca.

 
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