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Conflitti
''Esercito Islamico'' made in USA PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Santini   
Mercoledì 01 Settembre 2004 01:00

Nel calderone irakeno, accanto alla sacrosanta lotta di popolo contro l’occupante americano, compaiono gruppi e sigle dal volto più che ambiguo. L’ “Esercito Islamico” che ha ucciso Baldoni, in particolare, si distingue per colpire sempre obbiettivi funzionali a Washington ed al governo fantoccio dell’ex funzionario della CIA Allawi. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…



L'Esercito Islamico nasce, assieme ad una serie di formazioni
anti-sciite, subito dopo l'insediamento del governo Allawi e
l'inizio della rivolta sciita. Si accredita con il sequestro dei due
filippini e ottiene che i 50 soldati di Manila tornino a casa,
rilasciando gli ostaggi. Ma i filippini contano meno del due di
briscola, 50 soldati sono una bazzecola, che ci siano o meno non
interessa a nessuno. I filippini, poi, lavorano per una società di
 
Bush show PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Martedì 31 Agosto 2004 01:00

Ieri diceva che la guerra contro il terrorismo non sarà mai vinta, oggi dice che vincerà la guerra. Il problema non è tanto ciò che dicono, lui o Kerry; il problema è che la guerra non finirà mai. L'America ha voluto questo scontro di civiltà per rafforzare il loro dominio sul mondo, non ha certo interesse a che la guerra finisca. Certo, altra cosa è lo spettacolo messo su con infinite contraddizioni, per far piacere al popolo la guerra.

WASHINGTON, 31 AGO - 'Vinceremo la guerra contro il terrorismo',ha detto Bush parlando ai reduci all'American Legio a Nashville (Tennessee). E il presidente ha aggiunto: 'Sarebbe un disastro, se avessimo esitazioni. Con me al potere, non accadra'. Bush ha cosi' voluto attenuare il disorientamento causato da quanto aveva dichiarato ieri in un'intervista tv: 'La guerra contro il terrorismo non sara' mai vinta'.
 
La guerra civile planetaria PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Fini   
Giovedì 26 Agosto 2004 01:00

I valori nazionali, le appartenenze, la sovranità di uno stato nei suoi affari interni: tutto questo sembra esser stato spazzato via a partire dall’aggressione mondialista alla Serbia, la guerra che ha segnato la nascita del nuovo “diritto” all’ “ingerenza umanitaria”. Ovvero: in base a valori presuntamene universali si può andare dovunque nel mondo a “portare la democrazia” a suon di bombe.



Nel 1999 gli Stati Uniti e altri Paesi della Nato, fra cui l'Italia,
attaccarono la Jugoslavia violando il principio, fino ad allora mai
messo in discussione, della non ingerenza negli affari interni di
uno Stato sovrano. Ciò fu legittimato sulla base di una nuova
concezione dei rapporti internazionali e del diritto che li
regolava, secondo la quale esistevano valori etici universali,
sovrannazionali, superiori a quelli nazionali. Lo stesso è avvenuto
con la guerra all'Iraq che è stata legittimata sulla base del
principio che abbattere un tiranno e portare in un Paese la
democrazia è un valore più importante dell'intangibilità della
sovranità nazionale.

Ma se questo vale dall'esterno verso l'interno, dal sovrannazionale
al nazionale, vale anche in senso inverso, dal nazionale al
sovrannazionale. Se il nazionalismo, l'appartenenza, l'amor di
patria devono cedere davanti a principi etici più vasti, i serbi che
li condividevano avrebbero potuto - anzi dovuto - schierarsi con gli
Stati della Nato anche se stavano facendo la guerra al loro Paese.  

a scuola di sterminio PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 18 Agosto 2004 01:00

Truppe americane si addestrano in Israele per imparare le tecniche usate dagli israeliani contro la popolazione civile palestinese. (demolizioni di case a loro piacimento incluse). Certamente gli americani hanno scelto degli ottimi maestri.

GERUSALEMME, 18 AGO - Unita' dell'esercito degli Stati Uniti si stanno addestrando in Israele a combattere contro la guerriglia urbana in Iraq. Lo riferisce oggi il Jerusalem Post. I militari Usa studiano le tecniche adottate dalle truppe israeliane nella lotta contro i gruppi armati palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. L'esercito americano in Iraq avrebbe gia' adottato alcune forme di lotta impiegate Territori: posti di blocco, demolizione di case dei sospetti, uso di cani antiesplosivo.
 
Costretti a morire PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Mercoledì 18 Agosto 2004 01:00

Saddam non c'è più e le condizioni di vita del popolo iracheno sono peggiorate in modo catastrofico. In tutto l'Iraq ormai è guerra vera. Gli Usa richiamano i soldati dall'Europa per spostarli sul fronte iracheno. Inviano anche molti riservisti. Ma ora anche i militari incominciano a protestare: - chi va in Iraq muore - dicono.

WASHINGTON, 18 AGO- Un riservista Usa ha denunciato Rumsfeld per averlo costretto a proseguire la sua missione in Iraq dopo il periodo previsto dal contratto. Il querelante, un militare con 9 anni di servizio attivo alle spalle, era partito per l'Iraq per una missione conclusasi nel dicembre 2003. Tornato negli Usa, ha raggiunto una base per un contratto che scadeva il 21 dicembre 2004. Ma a luglio ha saputo che il suo contratto era stato prolungato di 2 anni e che la sua unita' doveva andare in Iraq.
 
I nuovi barbari PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 07 Agosto 2004 01:00

Hanno detto che presto l'Iraq sarebbe cambiato in meglio. Con la democrazia e il nuovo governo, la civiltà (quella occidentale) avrebbe cambiato le cose. Ora si rendono conto che hanno prodotto il caos più totale. Gli invasori vengono odiati dagli oppositori di Saddam e dai suoi sostenitori. Così cercano di fermare il caos con gli stessi medoti che usava il vecchio regime. Tremendamente ridicolo!

"la diretta"

........13.30 - GOVERNO, RIPRISTINATA PENA DI MORTE. Il governo ad interim iracheno ha ripristinato oggi la pena di morte per un limitato numero di delitti, compresi omicidio, sequestro di persona e reati legati agli stupefacenti. Lo ha annunciato un responsabile governativo. La pena capitale era stata sospesa in Iraq dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein, nell'arile 2003.
Il responsabile ha precisato che la pena di morte sarà in vigore non appena il relativo decreto sarà stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

 
Vero pentathlon ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Martedì 03 Agosto 2004 01:00

Viminale teme attentati contro i nostri atleti. In Grecia saranno costantemente seguiti dagli uomini della sicurezza Giochi blindati: le teste di cuoio italiane si uniscono agli agenti dell’Fbi e ai rambo inglesi e israeliani

Sotto “protezione”. Alle prossime Olimpiadi di Atene sarà rafforzata la presenza degli addetti alla sicurezza al seguito della squadra italiana. Esperti dell’antiterrorismo che veglieranno sui nostri atleti in coordinamento con gli apparati della polizia greca. Una misura speciale voluta dal Viminale, che teme attentati contro la nostra comitiva. In seguito alle continue minacce via Internet lanciate verso il nostro Paese in questi ultimi giorni. I nostri “agenti” non potranno però girare armati, al contrario degli americani dell’Fbi e degli uomini dell’intelligence di Gran Bretagna e Israele. Intanto ben 31 colombe sono in volo da Roma ad Atene con messaggi di pace che saranno letti prima dell’apertura dei Giochi.

 
Con Saddam non succedeva PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 01 Agosto 2004 01:00

Massacri alla bomba nelle chiese in Iraq. Ecco un altro dei risultati raggiunti dai nuovi crociati dell’occidente. Che, ricordiamo, fanno base in paesi “moderati” dove i culti cristiani sono proibiti. Non come ai tempi del Rais.

Iraq: 4 chiese cristiane di Baghdad e 2 di Mosul colpite da altrettanti attentati, 12 morti il bilancio ancora provvisorio. Quattro autobombe sono esplose in rapida successione; la prima e' stata fatta saltare da un kamikaze di fronte alla chiesa armena nel quartiere di Karada, seguita pochi minuti dopo da un'altra di fronte a una chiesa cattolica di rito siriaco. Quasi contemporaneamente altre due chiese, una delle quali di rito caldeo, sono state colpite a Mosul, nel nord del Paese. Una quindicina di feriti e' stata trasportate all'ospedale Ibn al-Nafeez di Baghdad. La comunita' cristiana in Iraq conta circa 800mila fedeli di rito caldeo, armeno e siriaco. E' stato liberato oggi, sano e salvo, il cittadino libanese Vladimir Damaa, sequestrato due giorni fa in Iraq. La notizia della liberazione dei 7 camionisti stranieri e' stata invece smentita da Hismam al-Dulaymi, la personalita' irachena che ha condotto le trattative con i sequestratori dei camionisti. "Non sono stati rilasciati, le trattative sono ancora in corso", ha detto, e ha riferito che, anzi, "sono sorte delle complicazioni". Si e' comunque detto fiducioso nel buon esito della sua medizione. Un soldato americano e' stato ucciso e' altri due feriti dall'esplosione di un ordigno rudimentale vicino a Samarra, a nord di Baghdad. La deflagrazione, hanno fatto sapere fonti militari, ha investito il convoglio statunitense alle 12,30 locali. Almeno sei iracheni sono rimasti uccisi, e 30 feriti, in un nuovo bombardamento aereo che si e' abbattuto stanotte su Falluja, citta' focolaio endemico della resistenza, a ovest di Baghdad. Ed è di quattro morti e piu' di 50 feriti il bilancio di un attentato dinamitardO avvenuto stamane a Mosul. Infine a Baghdad invece l'esplosione di un ordigno rudimentale ha causato stamane la morte di un uomo e di una donna.

 
Gli USA proteggono i “terroristi buoni” PDF Stampa E-mail
Scritto da Arabmonitor   
Venerdì 30 Luglio 2004 01:00

Il governo USA concede protezione ai Mujaheddin Khalq iraniani, fino a poco tempo fa considerati terroristi tanto dall’UE che dalla stessa amministrazione statunitense. Una protezione con riserva: i Mujaheddin saranno considerati "combattenti per la libertà e la democrazia" solo finché serviranno in funzione anti-iraniana; dopodiché potrebbero presto tornare nella lista dei cattivi.

Washington, 27 luglio - Con un gesto provocatorio che la dice lunga sui principi ai quali fa riferimento l'amministrazione statunitense, il Dipartimento di Stato ha confermato che gli Usa hanno concesso la protezione ai quattromila aderenti ai Mujaheddin Khalq iraniani che si trovano in Iraq. Organizzazione che si è resa responsabile di numerosi atti terroristici nei confronti dell'Iran, classificato come gruppo terroristico sia dall'Unione europea che dagli Stati Uniti, i Mujaheddin Khalq hanno prosperato nell'Iraq di Saddam Hussein.

Dopo l'occupazione del Paese ad opera degli anglo-americani, il gruppo è stato sommariamente disarmato e minacciato di espulsione, ma evidentemente si è preferito attendere in vista di un loro eventuale futuro impiego nello sforzo di destabilizzare la Repubblica islamica. Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Adam Ereli ha affermato che la protezione accordata al gruppo non mette i Mujaheddin Khalq al riparo da eventuali azioni giudiziarie. Tradotto significa che se l'amministrazione americana li vorrà utilizzare per operazioni anti-iraniane, saranno classificati come "combattenti per la libertà e la democrazia", nel caso in cui non servissero, potrebbero essere considerati dei terroristi.

 
verso Robocop PDF Stampa E-mail
Scritto da ansa   
Giovedì 29 Luglio 2004 01:00

Ai soldati inglesi in Iraq somministrano farmaci per restare svegli. Ogni sistema è buono basta che si ottenga il risultato voluto. Non importa niente se ad essere messa in pericolo è la salute degli uomini, così come è accaduto per il "caso" uranio impoverito.

LONDRA, 29 LUG - Il ministero della Difesa Gb ha acquistato, per i propri soldati in Iraq, pillole che aiutano a restare svegli per lunghi periodi. Il ministero - scrive il quotidiano 'Guardian' - ha acquistato dal 1998 circa 24.000 pillole di Provigil, un farmaco utilizzato per curare disordini del sonno. Secondo l'agenzia dell'esercito per le forniture sanitarie, 4.000 pillole di Provigil sono state distribuite nel 2002, alcuni mesi prima dell'entrata in guerra contro l'Iraq.

 
La “civiltà” continua a progredire in Afghanistan PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Mercoledì 28 Luglio 2004 01:00

Dopo aver massacrato la popolazione civile per rilanciare la coltivazione del papavero d’oppio, vietata dai Talebani, gli americani hanno ottenuto un altro successo: i medici volontari lasciano il paese divenuto troppo pericoloso

Dopo 24 anni Medici senza frontiere lascia l'Afghanistan. L'annuncio e' stato dato dall'organizzazione umanitaria in un comunicato in cui denuncia "uccisioni, minacce e l'insicurezza" del Paese dell'Asia centrale. Una portavoce ha spiegato che il ritiro e' dovuto alle uccisioni dei volontari di Msf (a giugno erano morti in un attacco nella provincia nordorientale di Baghdis un belga, un norvegese, un olandese e due afghani) ma anche alla delusione verso le autorita' di Kabul per il modo in cui sono state condotte le successive indagini. Solo quest'anno in Afghanistan sono stati uccisi piu' di 20 operatori umanitari.

 
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