Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Aprile 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Trump incassa anche la guerra valutaria PDF Stampa E-mail
Scritto da wallstreeitalia.com   
Venerdì 12 Gennaio 2018 00:08


Quest'uomo o fa asso pigliatutto o per gli Usa sarà peggio di un uragano

Da tempo viene ritenuto uno dei principali rischi per la stabilità economica e finanziaria degli Stati Uniti. La Cina, il primo paese al mondo in termini di esposizione al debito Usa, ha deciso di ricorrere all’opzione nucleare, ordinando l’interruzione o la diminuzione delle operazioni di acquisto di Treasuries americani. È un colpo basso sferrato nel ring della guerra commerciale che vede scontrarsi le prime due forze economiche della Terra.
Secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti a conoscenza dei fatti, le autorità di Pechino incaricate dalla revisione delle riserve valutarie in divise estere della potenza asiatica hanno suggerito di rallentare o interrompere del tutto l’acquisto di Treasuries Usa. Le indiscrezioni hanno spinto ulteriormente in rialzo i rendimenti decennali dei Bond americani, che hanno toccato il 2,5715%.
Il motivo dietro alla decisione deriva dal fatto che “i bond governativi Usa sono diventati meno attraenti rispetto ad altri asset analoghi”. A influire potrebbero essere stato anche l’intensificarsi tensioni in materia commerciale tra Cina e Usa dopo l’elezione di Donald Trump, ma le fonti non hanno fatto un riferimento specifico alla guerra valutaria in atto.
Sono cattive notizie per un’economia, quella americana, con un debito pubblico in continua crescita oltre i 20.604 miliardi di dollari, e che tanto fa affidamento sui nuovi finanziamenti tramite l’emissione di debito. In particolare ora che deve trovare nuovi fondi per potersi permettere la maxi riforma fiscale voluta da Trump che prevede ingenti tagli alle tasse per i più ricchi e per le aziende (la corporate tax scenderà al 21% dal 35%).
E con i rendimenti dei bond di riferimento a 10 anni che hanno appena superato la soglia tecnica chiave del 2,5%, per il governo statunitense finanziarsi sul mercato diventerà sempre più costoso. Il motivo scatenante del rialzo dei tassi di interesse nei Bond Usa è arrivato ieri dalla constatazione della riduzione degli acquisti della Banca del Giappone sul comparto ultradecennale.
L’andamento ha spinto il guru dei mercati obbligazionari Bill Gross, ex CEO di Pimco e gestore presso Janus Henderson, a dichiarare finita la fase di rialzi dei Bond che dura da quasi trent’anni. Per Gross, visto che i titoli di Stato a cinque e dieci anni hanno violato la trendline a lungo termine (su 25 anni), siamo all’inizio dei un mercato ribassista.


 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.