Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Maggio 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Gli italiani sono molto conservatori PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Marzo 2019 01:11


I soldi li mettono sotto il materasso svizzero

Nel 2018 la crescita ha subito una frenata e il debito pubblico ha toccato un nuovo valore record rispetto al PIL. Sullo sfondo resta una nube di incertezze politiche. Sia per via delle tensioni interne alla coalizione di maggioranza, sia a causa del braccio di ferro costante con le autorità europee su conti pubblici e deficit.
In questo contesto segnato dal nervosismo, è normale che i risparmiatori mantengano un approccio cauto. Con alcuni italiani che hanno iniziato persino a trasferire i propri soldi all’estero e in particolare oltre le Alpi, in Svizzera, come riporta il quotidiano economico elvetico Le Temps.
L’Italia, che viene considera l’anello debole della catena dei paesi più forti dell’area euro, ha registrato un incremento del PIL nazionale dello 0,9% l’anno scorso. Sono le cifre pubblicate dall’ISTAT, da cui emerge un quadro poco incoraggiante e una recessione tecnica.
Italiani temono controlli capitali e optano per la Svizzera
Malgrado l’intesa sul deficit al 2,04% nel 2019, le autorità Ue continuano a criticare un manovra giudicata troppo espansiva per un paese con il secondo debito più elevato dell’area euro. La gente ha paura di uno scontro epico tra Roma e Bruxelles.
Lo scenario di Italexit è difficilmente materializzabile, ma il consulente economico della Lega Claudio Borghi ha annunciato che se alle elezioni europee di maggio non vince la fronda sovranista, l’Italia sarà costretta a rivedere il suo ruolo all’interno di un blocco che insieme non funziona.
Massimo Gionso, a capo del gestore di patrimoni CFO Sim sostiene che “gli italiani hanno paura di trovarsi nella stessa situazione della Grecia, che le banche siano chiuse e che non si possano prelevare più di 50 euro al giorni agli sportelli del bancomat”. Lo ha dichiarato al Daily Telegraph, aggiungendo che di conseguenza chi non vuole correre rischi parcheggia i soldi all’estero.
“Si tratta di famiglie con risparmi tra i 200 mila e i 300 mila euro”, spiega il manager. Che chiedono di aprire conti nelle banche di Lugano o Chiasso, dall’altro lato della frontiera. In Ticino tutti parlano italiano e “i grandi giocatori hanno già piazzato i loro soldi fuori dall’Italia”, dice Gionso.
Questa fuga di capitali non avrebbe nulla a che vedere con l’evasione fiscale. Le autorità sono informate delle transazioni che avvengono nella massima trasparenza. D’altronde in Svizzera non vige più il segreto bancario assoluto come accadeva fino a qualche anno fa.
Export, pesa il rallentamento della Germania
Il PIL si è espanso meno delle stime dell’istituto nazionale di statistica e della Commissione europea, che erano per una variazione positiva dell’1%. Il rallentamento è netto rispetto al 2017, quando la crescita dell’economia era ancora dell’1,6%.
Il tutto complica le cose per il governo, impegnato a raddrizzare i conti pubblici, senza rinunciare agli investimenti. Con l’ultima legge di bilancio si è voluto inoltre di varare misure a sostegno della popolazione che maggiormente si è impoverita nell’ultima grande crisi finanziaria di dieci anni fa.
Il debito pubblico ha raggiunto il 132,1% del Pil contro il 131,3% del 2017. Consumi e investimenti hanno subito una frenata, con questi ultimi che sono passati dal 4% del 2017 al 3,4% del 2018. Le esportazioni – uno dei punti di forza in teoria dell’economia italiana – sono aumentati soltanto dell’1,9% nel 2018 contro il +5,9% dell’anno prima.
È un segnale chiaro del fatto che l’Italia ha subito le conseguenze delle condizioni esterne sfavorevoli e in particolare del rallentamento della Germania, il suo primo partner e cliente commerciale al mondo. Che ha evidentemente consumato meno e importato meno prodotti italiani.

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.