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Non andranno all'Isola che non c'è PDF Stampa E-mail
Scritto da huffingtonpost.it   
Mercoledì 01 Luglio 2020 00:35


A loro offriremo una statua

“Ogni minuto 23 bambine e adolescenti in tutto il mondo sono costrette a sposare uomini spesso molto più grandi di loro e a subirne le violenze. Ogni anno 3 milioni di bambine sono vittime di mutilazioni genitali. E in Italia nel 2018 sono state più di 900 le bambine e ragazze vittime del reato di violenza sessuale. Orrori che non possono essere dimenticati”: Terre des Hommes lancia una petizione per chiedere al sindaco di Milano Beppe Sala di erigere un monumento alle bambine vittime di violenza, perché non si spenga l’attenzione su di loro.
“Rubina, 13 anni, pur di non sposare l’uomo che le avevano assegnato come marito, si è impiccata con il suo sari a Kurigram, Bangladesh. Leyla aveva 7 anni quando in Somalia sono venuti a prenderla per praticarle la mutilazione genitale. Laura, italiana, a 11 anni ha subito una violenza sessuale dal padre e ancora le trema la voce a parlarne, anche se sono passati decenni. La violenza di genere contro le bambine non conosce differenze di paese, cultura o religione: a ogni latitudine vivono ragazzine costrette a matrimoni precoci, a stupri, a mutilazioni genitali che segnano per sempre il loro corpo e la loro anima”.
A loro è dedicata la petizione lanciata da Terre des Hommes, organizzazione costantemente impegnata per la protezione delle bambine e delle ragazze con la sua campagna Indifesa. L’idea è di convincere il sindaco Sala a erigere una statua in onore di tutte le bambine e ragazze vittime di abusi e violenze. “Sarà un segno tangibile e duraturo dell’impegno della nostra comunità a invertire la rotta e andare verso una società più paritaria e più giusta, dove ogni bambina possa crescere al riparo dalla violenza ed esprimere appieno le proprie potenzialità”, dichiara Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes Italia.
Matrimoni precoci, sfruttamento e schiavitù, violenze sessuali, mutilazioni genitali: sono abusi e discriminazioni di genere che riguardano milioni di bambine che ogni giorno, in ogni angolo della Terra, vedono i loro diritti calpestati a causa di retaggi patriarcali ancora duri a scomparire.
I dati diffusi dal Dossier Indifesa di Terre des Hommes parlano chiaro: ogni minuto 23 bambine e adolescenti in tutto il mondo sono costrette a sposare uomini spesso molto più grandi di loro e a subirne le violenze. Ogni anno 3 milioni di bambine subiscono l’amputazione di una parte dei genitali in nome di un rituale atavico e violento. E in Italia, uno dei paesi più ricchi e industrializzati al mondo, nel 2018 secondo i dati della Polizia di Stato sono state più di 900 le bambine e ragazze vittime del reato di violenza sessuale e violenza sessuale aggravata, numeri che si considerano sottostimati dal momento che moltissimi casi non vengono nemmeno denunciati.
Su di loro - afferma Terre des Hommes - non può e non deve calare il silenzio: 68 milioni di bambine verranno sottoposte a mutilazioni genitali entro il 2030, e 130 milioni di bambine e ragazze escluse da scuola rischiano di finire sfruttate, abusate, costrette a matrimoni e gravidanze precoci. Come spiega Ferrara, “dedicare una statua a tutte le bambine e ragazze vittime di abusi e violenze, nel cuore di una delle città più importanti d’Europa, simbolo di progresso e di diritti civili, significa tenere un riflettore sempre acceso sul problema, per mantenere alte la consapevolezza dell’opinione pubblica e l’attenzione dei decisori politici mondiali”.
La petizione ha già raccolto il sostegno di Maria Grazia Calandrone, Piero Colaprico, Diana De Marchi, Gianluca Foglia, Chiara Gamberale, Marilù Martelli, Francesca Montemagno, Stella Pende, Flavia Piccinni, Lia Quartapelle Procopio, Simone Rugiati, Carla Signoris, Angelica Vasile. Le firme raccolte saranno consegnate, insieme a quella di tutti gli altri aderenti, al Sindaco di Milano e al Consiglio Comunale milanese. Il primo obiettivo è quello di ricevere la concessione di un’area destinata alla posa della statua, ma poi il progetto andrà avanti con il coinvolgimento sempre più ampio dell’opinione pubblica. “Vogliamo che il monumento nasca come il frutto di un processo aperto, - conclude Ferrara – se avremo il via libera del Comune, è nostra intenzione aprire una call for ideas per immaginare l’opera e una campagna di crowdfunding pubblico per realizzarla. Perché sia l’inizio di un rinnovato impegno collettivo, la statua dovrà essere il frutto di un impegno comune, sentito, partecipato e condiviso”.

 

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