Bettino spacca ancora Stampa
Scritto da huffingtonpost.it   
Lunedì 09 Dicembre 2019 00:57


La sinistra divisa e ne ha ben donde con il suo tradimento e la sua gelosia

 

La politica non può rovesciarsi in toponomastica e nemmeno ridursi a contabilità, tantomeno quando la cronaca lascia il posto alla storia, vent’anni dopo. È utile parlare di Craxi, discutere di finanziamento della politica, a condizione di non mescolare le due cose e di non sposare l’ipocrisia.Ha fatto bene Renzi a chiedere un dibattito pubblico su ruolo e risorse dei partiti. Magari l’avessimo fatto negli anni ’90 invece di correre dietro alle sirene della piazza. L’art. 49 della Costituzione doveva essere regolamentato 50 anni fa, i socialisti hanno presentato un disegno di legge nel 2013. Niente da fare. Tutti sordi, ciechi e muti. E così i partiti spesso vivono in un terra di nessuno. Resta il fatto che o si ripristina il sostegno pubblico alla politica o non ci si può scandalizzare del privato che finanzia fondazioni e partiti.

Con regole certe, naturalmente, e con tutti i controlli necessari, ma senza spiare dal buco della serratura. Domando: può il sindaco di un piccolo comune lavorare a tempo pieno e percepire poco più di mille euro al mese? Può essere gratuita la funzione di presidente della provincia? No, salvo correre in bocca alla peggiore demagogia. Servire la comunità è un lavoro emozionante e duro e non può essere affidato solo a ricchi e a pensionati.

La “questione Craxi” non è un appendice del finanziamento ai partiti, è un nodo politico che investe l’intera sinistra. Craxi fu un eretico perché seppe coniugare il riformismo come capacità di governo all’idea di patria, il socialismo umanitario all’esaltazione dell’Italia. Nel lontano passato Turati aveva tentato una strada simile ma senza successo. Erano tempi terribili, quelli. Craxi ci riuscirà in sintonia con Pertini presidente della Repubblica.Attenzione: patriottismo, non nazionalismo, Italia autorevole nella cornice europea, non in guerra permanente con tutti. Ricordiamo cos’era la sinistra italiana negli anni ottanta? Il Pci si richiamava ancora al leninismo (intervista di Berlinguer a Scalfari) e considerava Gorbaciov il riformatore per eccellenza proprio pochi mesi prima della caduta del muro di Berlino. Una visione sbagliata fondata su una grave supponenza ideologica.

Si, i socialisti commisero errori, ma la loro collocazione internazionale era giusta, le loro riforme resero l’Italia più libera e più civile, l’eresia di Craxi fu una benedizione per il Paese. Una benedizione ripudiata dalla sinistra negli anni successivi. Il coacervo di scelte mancate generò una Seconda Repubblica miseramente crollata e diede la stura a fenomeni che oggi, mescolati alla crisi economica, rischiano di far precipitare l’Italia in forme di illiberalismo terribili. Ecco perché dobbiamo fare i conti con quel tempo e con quello statista. Prima di dedicargli una strada.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Dicembre 2019 15:02