Quando, eroicamente, commettemmo suicidio Stampa
Scritto da Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (A.N.C.R.)   
Giovedì 13 Gennaio 2022 00:07


Di genti, di gastronomia e ambientale

Tra il 1914 e il 1918, in tutto il mondo più di 68 milioni di persone vennero schierate per combattere sui vari fronti che si erano aperti, durante il periodo di guerra 42 milioni di soldati e civili morirono e vennero feriti in entrambi gli schieramenti in conflitto. Le decine di migliaia di Artiglierie spararono oltre 1.45 miliardi di proiettili di vario calibro e genere, riversandosi come un fiume in piena su tutti campi di battaglia, solo a Verdun nel 1916 vennero sparati 32 milioni di proiettili da entrambi i contendenti, e durante tutta la guerra oltre 220 milioni furono i proiettili sparati solo dall’esercito imperiale tedesco. La tragedia della guerra però non colpì solo l’uomo ma anche e soprattutto quello che lo circondava.
L’ecosistema venne completamente stravolto, la morfologia del terreno nei fronti più caldi venne mutata e resa deforme.
Per chilometri quadrati il fuoco e i gas distrussero foreste e la fauna che vi dimorava. Anche sul mare i danni non furono da meno, con navi danneggiate o affondate con migliaia di uomini, che riversarono in mare tonnellate di combustibile.
L’industria stessa che inizialmente al conflitto si trovò in declino durante la guerra accelerò sempre di più le sue produzioni creando anche in questo caso un notevole impatto sull’ambiente. Questi come altri fattori non meno importanti contribuirono a creare una vera e propria eredità i cui effetti accentuati due decadi dopo dalla Seconda Guerra Mondiale e successivamente agli oltre 2000 test nucleari dal 1945 ad oggi, sono arrivati ad essere una delle cause delle anomalie meteorologiche che ci colpiscono e che influenzano il nostro benessere e la nostra vita.
Il servizio forestale francese stimò che oltre 350.000 ettari di foresta vennero abbattuti durante la guerra, una cifra che avrebbe necessitato di sessanta anni di trapiantamento. Negl’ultimi due anni di guerra i forestali americani in Francia inoltre fabbricarono quasi 220 milioni di assi di legname; 3.051.137 di traversine ferroviarie; 1.926.693 prodotti vari; e 534.000 pezzi per legna da ardere.
Oltre alla piaga causata dai proiettili l’uomo dovette per necessità distruggere la sua stessa terra.
I terreni europei furono duramente colpiti dalla Prima Guerra Mondiale, specialmente per la contaminazione da metalli pesanti, che in alcuni casi erano veleni pericolosi come il gas mostarda/iprite. Tuttavia, dovrebbe essere chiarito che il livello di contaminazione era basato sulla quantità di proiettili d’artiglieria sparati nelle diverse zone di guerra. In uno studio sull’area circostante Ypres (sito della prima battaglia di Ypres nel 1914, la seconda battaglia di Ypres nel 1915 e la terza battaglia di Ypres nel 1917), vennero trovate grandi concentrazioni di rame e piombo nel terreno. Ad esempio il rame con una concentrazione sulla Terra di 17 mg per Kg, a Ypres raggiunse dai 60 ai 200 mg per Kg. Valori pericolosi che nonostante un secolo rimangono tuttora.
Sul fronte orientale circa 1100 kmq di terreni agricoli e forestali vennero fisicamente danneggiati e chimicamente contaminati da proiettili d’artiglieria, con alte concentrazioni nel terreno di rame, piombo oltre ad alti livelli di mercurio, antimonio e zinco presenti anche nei terreni circostanti queste aree.