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Se il referendum è una truffa PDF Stampa E-mail
Scritto da palmerini.net/blog   
Giovedì 09 Giugno 2011 07:45

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Votare contro la privatizzazione delle acque vorrà invece dire farle privatizzare davvero?


palmerini.net/blog

Sono andato a leggere le norme e ho VERIFICATO che la VITTORIA DEL SI realizzerebbe il più grande furto dei politici a danno delle comunità locali e A FAVORE DELLE MULTINAZIONALI E DELLE LOBBY . Il Referendum sulla privatizzazione dell’acqua (che non esiste- non c’è nessuna privatizzazione) viene presentato con falsità a dir poco TRUFFALDINE. e il risultato sarà LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA PER DAVVERO.

Ecco perché nemmeno il centro destra dice nulla, ANZI SILENZIOSAMENTE ACCONSENTE.

Ecco un primo punto “inattacabile”

1 – il referendum in italia e’ ABROGATIVO (il “SI” esprime CONTRARIETA’ alla legge)
2 – votando SI al referendum 1 si cancella l’intero articolo 23-bis
3 – il comma 5 dell’art.23 bis afferma che le reti sono di proprieta’ PUBBLICA
4 – se vince il SI  si esprime CONTRARIETA’ anche alla garanzia che LE RETI SONO PUBBLICHE

Se si voleva colpire la partecipazione di società privata bisognava cancellare SOLO  le lettera a) del comma 2  che permette l’affidamento per intero ai privati della GESTIONE dei servizi http://www.altalex.com/index.php?idnot=42063 ed eventualmente la lettera B.

Il quesito n.1 del Referendum viene presentato per un referendum per salvare la proprietà dell’acqua,

ED INVECE COLPISCE LA PROPRIETA’ DEI COMUNI A FAVORE DELLA VENDITA

Si tratta di un REFERENDUM SU TUTTI I SERVIZI PUBBLICI, non solo dell’acqua (sono esclusi solo i serivizi di gas naturale, energia elettrica e il trasporto regionale ferroviario).

Le norme della Unione Europea e la Costituzione impongono che SI DEBBANO GARANTIRE A TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI ma facendo in modo che NON CI SIANO CARROZZONI POLITICI . L’art.23 – bis che si vuole abrogare AFFERMA CHIARAMENTE questo principio.

La legge pone i paletti e stabilisce che, PUR GARANTENDO A TUTTI I SERVIZI ESSENZIALI, si deve trovare il modo che il comune possa far RISPARMIARE I CITTADINI con il ricorso al mercato dove possibile. La legge oggi non esclude  che si possano affidare i servizi anche a cooperative sociali oltre che alle società. Se vince il sì prima tutto DIVENTERA’ STATALE, ma in seguito, per imposizione europea sulla concorrenza nei servizi, si dovrà rimettere tutto sul mercato, cioé verrà svenduto alle multinazionali .

Quello l’attuale legge (che si vuole cancellare) va a colpire è proprio IL MODO CHE HANNO I CARROZZONI POLITICI DI GESTIRE LE COSE ANCORA IN REGIME DI MONOPOLIO, MA SOLO FINO ALLA VENDITA OBBLIGATA DALLA UE


Per fortuna questo è vietato dalle NORME EUROPEE, ecco perché dopo aver STATALIZZATO TUTTO, il governo sarà costretto a vendere al miglior offerente, E SOLO LE MULTINAZIONALI SARANNO IN GRADO DI COMPERARE , a prezzi stracciati.

I promotori hanno convinto tutti che si tratta di un referendum per la PROPRIETA’ DELL’ACQUA, ma è falso. Si tratta della sola distribuzione, anzi,  si vuole cancellare una parte di legge  che AFFERMA CHIARAMENTE CHE LE RETI IDRICHE SONO PUBBLICHE.

Se vince il Sì …… LE MULTINAZIONALI POTRANNO COMPERARE ANCHE LA RETE E FARE IL PREZZO CHE VOGLIONO MENTRE OGGI E’ VIETATO

Per altro la legge già ora stabilisce che LA RENUMERAZIONE DELLE SOCIETA’ PRIVATE E’ LIMITATA AL RECUPERO DELL’INVESTIMENTO.

Cioé oggi c’è il principio che NIENTE INVESTIMENTI – NIENTE GUADAGNI e recuperati gli investimenti si ridiscute il contratto.

Quando le Multinazionali compreranno la rete, FARANNO QUELLO CHE VOGLIONO.

OCCORRE LEGGERE MONTAGNE  DI LEGGI, TRATTATI, NORME, REGOLAMENTI PER CAPIRE LA PORTATA DEL REFERENDUM

Basti pensare che l’articolo di legge che si propone di cancellare è di circa 4 pagine.
La sentenza costituzionale che si cita nel quesito è di 110 PAGINE , e verte su intricati conflitti fra governo e alcune regioni sulla questione dei servizi pubblici, compresa la gestione dei rifiuti. Le regioni più attive nella diatriba costituzionale sono state la CAMPANIA, LA LIGURIA, LA TOSCANA, L’EMILIA IL PIEMONTE, L’UMBRIA E LA PUGLIA. La Campania si è vista perfino cancellare un pezzo di propria leggi. Ma sostanzialmente la Corte ha tolto l’ingerenza del Governo nelle regioni, pur non permettendo alle regioni di monopolizzare il mercato regionale.

Per capire la portata del quesito diamo un’occhiata REALE ALLA LEGGE cercando di dire l’essenziale.

L’articolo 23-bis CHE SI VUOLE CANCELLARE PER INTERO DICE (LEGGI)

L’articolo 23-bis CHE SI VUOLE CANCELLARE PER INTERO DICE

1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la piu’ ampia diffusione dei principi di concorrenza, di liberta’ di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche’ di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalita’ ed accessibilita’ dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarieta’, proporzionalita’ e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.
———————————
Si rileggano le parti in neretto, garantiscono il servizio essenziale: NESSUNO VERRA’ MAI PRIVATO DELL’ACQUA COME INVECE SUCCEDE OGGI IN CERTE ZONE

Leggendo il seguito del punto 1 (comma 1 art.23 bis) si capisce che l’abrogazione andrà a colpire TUTTI I SERVIZI PUBBLICI LOCALI tranne la distribuzione del gas naturale, dell’energia elettrica e il trasporto ferroviario regionale.

Il punto 2 stabilisce le regole di affidamento dei servizi locali che sono diversi a seconda che la società di servizi sia privata o di proprietà mista pubblica e privata (cioé dei comuni con operatori locali).
E previsto anche che qualora “a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento puo’ avvenire a favore di societa’ a capitale interamente pubblico, partecipata dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario“ cioé società a maggioranza di proprietà dei comuni, purché questo sia giustificato dalla situazione , così che COMUNQUE VENGA GARANTITO IL SERVIZIO. Fino alla sentenza della Corte Costituzionale, il governo poteva stabilire i criteri per gestire queste situazioni “eccezzionali” in base ai propri piani di stabilità (comma 10 lett.a) ma questo E’ STATO CANCELLATO in quanto in base alla Costituzione il compito SPETTA alle regioni. Questo vuol dire che se vincono i “Sì” tutto torenerà IN MANO ALLO STATO a danno delle regioni e sopratutto dei comuni che oggi sono i proprietari degli enti. Questo vorrà dire che le regioni che hanno assetato i propri cittadini non risponderanno più come invece oggi sono obbligati.

ATTENZIONE : VIENE CANCELLATO il punto 5 dell’art.23 bis che afferma
“5. Ferma restando la proprieta’ pubblica delle reti, la loro gestione puo’ essere affidata a soggetti privati.”

il che vuol dire che SE VINCERANNO I “Sì” ANCHE GLI ACQUEDOTTI POTRANNO ESSERE VENDUTI DALLO STATO ALLE MULTINAZIONALI COME GIA’ HANNO VENDUTO MOLTA PARTE DELLE RETI ELETTRICHE E DI TELECOMUNICAZIONE LASCIANDO ALLO STATO SOLO I COSTI !!!


In giro per l’Italia ci sono CARROZZONI DI POLITICI che sopravvivono parcheggiati dentro alcuni enti di servizio pubblico che invece OGGI SONO DESTINATI A SPARIRE . Infatti il punto 8 dell’art.23 BIS li condannano a sparire dal 1 gennaio 2012 , e da allora le società di servizi dovranno assumere il personale secondo le regole di QUALITA’ ED EFFICIENZA, non per raccomandazione e indicazione politica.

SI TRATTA DI UN GRANDE RIPULISTI DELLA CASTA CHE IL REFERENDUM METTE IN DISCUSSIONE

Ricordate la recente puntata di Report sulle assunzioni alla società dei trasporti del comune di Roma?
Con l’attuale legge quei meccanismi sono destinati a sparire perché dal 1 gennaio e i bandi di gara di affidamento regolate dalle leggi europee a società trasparente impediranno le assunzioni “politiche”.

SE INVECE VINCONO I “SI’” QUESTI CARROZZONI SARANNO SALVI IN BARBA ALLE LEGGI EUROPEE – ANCORA PARASSITISMO – MA IN SEGUITO SARANNO COSTRETTI A VENDERE I TUBI ( CHE OGGI NON E’ POSSIBILE) PER METTERE A POSTO LA RETE (LO STATO NON HA I SOLDI). SARANNO  LE MULTINAZIONALI A CUI VERRANNO VENDUTE LE SOCIETA’ E PROBABILMENTE ANCHE  TUBI, MA COMPRERANNO IL TUTTO CON I POLITICI DENTRO: SE VINCONO I SI SONO SISTEMATI A VITA !

Loris Palmerini

 

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