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Schiavisti e bontà PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Domenica 18 Agosto 2013 00:40

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Napolitano, la Boldrini e la Caritas si prendano le loro responsabilità

I bagnanti della spiaggia siciliana di Morghella hanno fatto quello che tutti avrebbero fatto: hanno aiutato dei profughi esausti che rischiavano di affogare come molti dei loro recenti predecessori.
Immancabilmente il loro essersi comportati da uomini, come in ogni circostanza avviene nella civiltà, visto che si curano persino i feriti degli eserciti nemici, è stato strumentalizzato dai mentori dello Schiavismo Universale, dai pifferai dello ius Soli. Un progetto di legge propagandato esclusivamente con menzogne e con sensazionalismi e senza mai chiarirne il significato esatto che è Onnirazzista e lede ogni libertà e fierezza, imponendo a chi nascesse in Italia per puro caso di divenire italiano per forza. Dunque di rinnegare - non per scelta (che già lo può da decenni) ma per costrizione - le sue origini e la sua identità.
Questa gente che tanto esalta la distruzione delle identità altrui e l'avvento di un solo, standardizzato, modello consumistico transnazionale, transreligioso e transessuale, questa gente che spesso vive di contributi pubblici, sottratti alle necessità nazionali per aiutare gli "inserimenti" dei nuovi schiavi, passando per i campi di concentramento in cui vengono accolti, questa gente non fa che lanciare messaggi perché giungano a frotte.
E difatti da quando è nato il governo Alfetta questi vengono a frotte e muoiono come mosche durante la traversata.
Ma che vengino a fare? Se lo è chiesto l'Imam di Catania, mica il leghista trinariciuto.
In un Paese alla bancarotta, in cui ogni giorno vengono licenziate centinaia e centinaia di persone, in cui chiudono migliaia di imprese ogni mese, in cui ci sono due suicidi al giorno per disperazione, questi vengono attratti da un El Dorado fasullo, propagandato artificialmente dai sacerdoti squlibrati del nuovo Credo Mondialista e dai papponi delle associazioni caritatevoli.
E stanno male, e rischiano la vita e muoiono come mosche.
Di questo dovrebbero parlare i nostri rappresentanti istituzionali anziché strumentalizzare subdolamente il comportamento normale dei bagnanti siciliani facendone un'ulteriore trappola per topi.
Dovrebbero parlare dei drammi e dei lutti che provocano irresponsabilmente con le loro parole insensate.
Napolitano, la Boldrini, la Caritas e compagnia bella abbiano il coraggio di prendersi le loro responsabilità e abbiano la dignità di tacere di fronte a simili tragedie, consumate o sfiorate.

 

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