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Lanzichenecchi d'Europa in Provenza PDF Stampa E-mail
Scritto da lanzichenecchi.eu   
Lunedì 01 Agosto 2016 17:07


Il primo fine settimana insieme

 

Si è tenuto a fine luglio il primo incontro europeo dei Lanzichenecchi. Significativamente ci siamo incontrati in Provenza, regione magnifica, colonizzata dai greci, che fu celtica e romana. Essa recentemente divenne luogo di concentrazione di migranti veri e non invasori, ovvero di gente tradita dal suo governo, che, quando sopravvisse alla pulizia etnica (in una notte, nella sola Oran, vennero sgozzati tremila bianchi inermi) fu scaricata sulle coste francesi e spagnole prima di provare a ricostruirsi duramente la vita nelle ingrate metropoli senza il sostegno di associazioni caritatevoli, religiose o no. Diciamo che il business del traffico di uomini non era stato ancora istituito e, comunque, aiutare la gente del proprio sangue non sarebbe stato considerato politicamente corretto.

A poca distanza dall'Acquedotto in stile romano che sovrasta il panorama dove in più di quattro decenni si sono formate generazioni intere di francesi come si deve, abbiamo dato vita a questo primo incontro.
Le nazioni di provenienza dei presenti erano cinque, se ci atteniamo alla geografia politica, ossia Francia, Italia, Spagna, Ungheria e Belgio. Tuttavia se si considerano le patrie carnali,  dobbiamo parlare anche di Corsica, Catalogna, Bretagna, Normandia, Alsazia, Vallonia, Fiandre. Via internet abbiamo interagito con Grecia, Norvegia e Finlandia.

Lo scopo principale di questo fine settimana era di entrare in sintonia e di fare amalgama. Ragion per cui ben poco spazio si è lasciato alle chiacchiere. Abbiamo prodotto due brevissimi documenti in più lingue, un primo spiega cosa sono e come opereranno i Lanzichecchi e un secondo  riguarda l'Europa che andiamo a costruire.
Si sono istituite delle commissioni di lavoro per evadere le incombenze burocratiche, costituire una direzione web-propaganda, incentivare le relazioni in Europa, produrre la Rivista EurHope, agire sulla formazione sia filosofica che esistenziale, sia politica che tecnica, mediante strumenti variegati e diversi.
Abbiamo anche stilato un calendario dei prossimi cinque mesi che contiene le scadenze degli impegni presi e propone due appuntamenti europei per inizio e fine novembre, ad Atene e Barcellona.

Per coltivare lo spirito, attivare i sentimenti e consolidare l'amalgama, abbiamo dato vita a una serie di competizioni nelle quali i partecipanti sono stati suddivisi per squadre in cui le nazionalità, le lingue, le età (dai 13 ai 75 anni) e i sessi sono stati equilibratamente suddivisi. Ogni squadra aveva due capi squadra, sempre di lingua e nazionalità diverse.
La scelta dei nomi, dei colori e dei simboli delle formazioni è stata dettata dai riferimenti agli Eroi eponimi dei fuochi solstiziali. Erik in rappresentanza del Nord, bianco, con il Cigno iperboreo; Siegfried, per l'Est, giallo, con l'Orso germanico; Romulus, per il Sud, rosso, con il Lupo italico; Arthur, per l'Ovest, blu, con il Cinghiale celtico, anche se il suo nome proprio è quello di orso.

Le competizioni.
Si è iniziato con un'escursione nei boschi da cui ogni squadra ha dovuto tornare con una foto che rappresentasse quanto di più vicino possibile all'animale-totem che aveva sul petto.
Dopo il tiro alla fune c'è stato un torneo di rugby a sei tocchi. Quindi una competizione culturale sulla base di  storia, storia dei nazionalrivoluzionari, protostoria, Tradizione, attualità e curiosità. Si è proseguito con il calcetto e il braccio di ferro. Non daremo la classifica finale ma è opportuno immortalare per gli annali la vittoria di Romulus che, per festeggiare il proprio successo, il sabato, ha offerto una copiosa spaghettata di mezzanotte, anche se la si dovrebbe piuttosto definire dell'una.

BILANCIO: Per provenienza, partecipazione ed entusiasmo, il primo incontro europeo dei Lanzichenecchi è andato ben oltre le migliori aspettative. È servito anche a far conoscere tra loro persone che ignoravano le reciproche esistenze e per chiarire molte cose ben presenti agli animatori ma che rischiavano di essere recepite confusamente da chi non è al centro della spirale.
Si è anche diradata la nebbia sulla mentalità richiesta, che è essenziale ed impersonale e  richiede innanzitutto un decondizionamento da tutte le costruzioni politiche, razionali, organizzative, ideologiche che riempiono le nostre teste e le nostre larve quotidianamente risucchiate nella messinscena orwelliana.
Ognuno è comunque frutto del suo dna, del suo destino e delle sue esperienze e, quindi, dei suoi drammi, delle sue epiche e delle sue tragedie, ragion per cui raggiungere l'essenzialità impersonale e non egoistica non è altrettanto facile per gli uni quanto per gli altri. Ciononostante lo spirito dell'incontro in Provenza ha sospinto tutti verso l'obiettivo che, foss'anche di sfuggita, è stato recepito.
L'importante ora è che ciascuno trovi la concentrazione e la forza per imporsi una disciplina esistenziale che pieghi sempre le sue viscere e la sua bile alla propria spina dorsale.
In futuro bisognerà migliorare: maggior tenuta, maggior coesione, maggior rapidità d'esecuzione nell'adempiere agli impegni, meno tendenza a commentare e a criticare gli altri, molta di più a fustigare se stessi.
Complessivamente questi difetti in Provenza si sono visti molto poco ma sarebbe deleterio farsene un vanto, bisogna invece farne un pungolo affinché in futuro non se ne veda più nemmeno l'ombra.
Mi auguro che chiunque ha partecipato a quest'esperienza non intenda quest'esortazione come rivolta agli altri: in realtà vale davvero solo chi i difetti li cerca e li trova in se stesso.
Guardatevi dentro e li troverete. Trovateli, così si farà meglio ancora e lo faremo  assieme a coloro che offriranno se stessi per il risveglio di quel che ci differenzia dal basso e dall'indifferenziato. E che spinge a innalzarsi, per emulazione, tutti coloro che lo possono.
Il resto è noia. O è semplicemente falso.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Agosto 2016 12:28
 

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