Della globalizzazione finita Stampa
Scritto da corriere.it   
Lunedì 05 Settembre 2022 00:30


Ovvero della guerra che avrebbe separato il mondo in aree geoeconomiche

Ma tutto è interconnesso come sempre e continua ad andare nello stesso modo.

Un’anomalia si aggira per l’Europa sferzata dai venti della crisi energetica: si chiama Olanda. E capire perché apre una finestra sulle contraddizioni del sistema continentale di formazione del prezzo di gas e di elettricità. Vediamo meglio.

Com’era fino al 2021...
Ciò che distingue i Paesi Bassi oggi è la sua bilancia con l’estero. L’esplosione della bolletta energetica ha drasticamente peggiorato le ragioni di scambio con il resto del mondo di grandi esportatori netti come Germania, Italia o Spagna. Fino al 2021 questi grandi Paesi europei esportavano, in valore, molto più di quanto importassero; il loro surplus commerciale era così robusto da mantenere nettamente in attivo la bilancia delle partite correnti dell’intera zona euro. In tempi normali l’area aveva un surplus con il resto del mondo per oltre 40 miliardi di euro al mese. Oggi non più.

... E com’è oggi
Dopo l’esplosione della quotazione del gas al mercato di Amsterdam da 20 a oltre 300 megawattora, il denaro che occorre spedire all’estero per comprare energia ha demolito l’attivo europeo nelle partite correnti. Solo a maggio di quest’anno per esempio l’area euro registra un deficit da 20 miliardi e uno choc negativo colossale, da 60 miliardi.

L’anomalia Olanda
L’anomalia dell’Olanda sta nel fatto che tra il primo e il secondo trimestre del 2022 invece ha raddoppiato il suo surplus, oltre ogni previsione. Perché? Probabilmente grazie all’impatto positivo del mercato di riferimento europeo sul prezzo del gas, il Ttf di Amsterdam. Si tratta in realtà di un mercato piccolo, da uno o due miliardi al giorno per valore dei contratti scambiati (contro i duemila miliardi al giorno della borsa del Brent di Londra).
Ma il boom dei prezzi sul Ttf permette all’Olanda di registrare crescenti surplus a spese della drammatica emergenza del resto d’Europa, mentre il governo dell’Aia si oppone fieramente a ogni forma di calmiere sul gas: non proprio l’esempio più onorevole di solidarietà europea.